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lunedì 25 agosto 2014

ASSAGGI DI EMILIA-ROMAGNA



Ogni viaggio ha una sua impronta.
Che sia culturale, gastronomica, avventurosa, rilassante o quant’altro, è unica e assolutamente irripetibile.
È quella che decidiamo di dare in un determinato momento della nostra vita, per assecondare bisogni o passioni, ma anche qualcosa che ci può capitare strada facendo.
La nostra vacanza agostana è stata (per tanti motivi) piuttosto breve e senza itinerari programmati in anticipo, ma è stata vissuta con un animo decisamente leggero, e forse per questo ci ha regalato sprazzi di spensieratezza.
Un rapido sguardo alla conformazione dello Stivale e alle previsioni meteo ci ha fatto optare per Modena come punto di partenza; una decisione, probabilmente, dettata da un certo desiderio di avere un ampio margine di spostamento anche in zone limitrofe e di trovare un ricco patrimonio enogastronomico da saccheggiare assaporare.

Piazza Grande, Modena
 
In realtà la nostra sosta in città è stata alquanto fugace, e per giunta è avvenuta in concomitanza con il periodo di chiusura per ferie di molti negozi e attività di ristorazione (compreso quello della tristellata Osteria Francescana, che per il momento continua a rimanere un sogno. Ma prima o poi sarà espugnata!). Quindi, per questa volta, niente tortellini, gnocco fritto, aceto balsamico o amaretti.
Per soddisfare la nostra inesauribile voracità abbiamo ripiegato (si fa per dire) su un “figlio minore” della Francescana, ovvero Da Panino, bottega di generi alimentari di qualità e paninoteca dal taglio easy gestita dal sommelier di Bottura, il materano Giuseppe Palmieri.

Da Panino, Modena
 
Ci siamo capitati nella loro ultima giornata di lavoro prima delle vacanze e quindi in un frangente particolarmente festoso. Lo speciale menu del giorno prevedeva solo tre piatti, dedicati alla “cucina domestica di grande italianità”, e noi ovviamente li abbiamo assaggiati tutti. Frittata di spaghetti di Gragnano alla carbonara (nella cui preparazione si è cimentato Palmieri stesso), un piatto di specialità meridionali con Burrata di Andria, alici di Cetara e pane di Matera, e un antipasto all’italiana di formaggi e salumi. Da bere, birra tarantina, vini al calice e in bottiglia, bibite analcoliche senza additivi e acqua gratuita.

Da Panino, interno
Frittate di spaghetti alla carbonara
Porzione di Frittata alla carbonara
Burrata di Andria, alici di Cetara e pane di Matera
Antipasto all'italiana

Tanti semplici tavolini in strada e clima informale, in linea con la targa “Ottimismo” che campeggia su una delle pareti e con il motto “Basso profilo e altissime prestazioni” che è la tag-line del sito web Glocal di Giuseppe Palmieri.

Da Panino, esterno
 
Dopo questa ventata di rilassata cordialità, ci siamo diretti a Ferrara.
La città estense ci ha accolto con il suo carico di arte, cultura, buon cibo e biciclette.

Piazza Trento e Trieste, Ferrara
Palazzo dei Diamanti, Ferrara
Cattedrale di Ferrara
Piazza Trento e Trieste di sera
 
Per me si è trattato in parte anche di un viaggio alla scoperta delle origini. Il mio cognome, Marfisa, così inusuale nel capoluogo partenopeo dove vivo, è invece più comune a Ferrara e dintorni, anche come nome proprio di persona. Ciò è legato alla figura di Marfisa d’Este, figlia di Francesco e nipote di Lucrezia Borgia, il cui nome era ispirato a un personaggio dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto. In onore a codesto lignaggio, abbiamo tributato una visita alla Palazzina Marfisa d’Este e al Castello Estense (scoprendo, tra le altre cose, che è possibile festeggiare il compleanno dei bambini nei Musei Civici di Arte Antica di Ferrara).

Palazzina Marfisa d'Este
Ritratto di Marfisa d'Este
Castello Estense (e Coppia Ferrarese!)

Per la parte prettamente gastronomica, abbiamo testato sia la cucina tipica ferrarese, sia la sua produzione brassicola.
Il pub Clandestino di via Ragno propone un grande assortimento di birra artigianale ferrarese BiRen in versione alla spina e in bottiglia, da accompagnare con taglieri e ottima piada alla zucca preparata al momento. Tante le tipologie, dalla Ale, alla Pilsner, alla Stout.
Un buon esempio di sapori tradizionali in pieno centro a Ferrara si trova presso la “trattoria moderna” Ca’ d’ Frara: pasta fresca tirata al mattarello, carni alla brace, dolci fatti in casa ed anche cucina creativa di stagione. Per noi, scelta “obbligata” verso Cappellacci di zucca con ragù alla bolognese, Pasticcio di maccheroni all’uso di Ferrara (in pasta frolla dolce), Torta di tagliatelle. Solo la pienezza ci ha impedito di provare anche la famosa Salama da sugo con purè di patate, sebbene il locale proponesse anche la versione assaggio, più piccola della porzione normale. Nel cestino del pane non poteva mancare la Coppia Ferrarese, specialità certificata IGP.

Pasticcio di maccheroni all’uso di Ferrara, in pasta frolla dolce
Cappellacci di zucca al ragù
Torta di tagliatelle
 
Una doverosa menzione va alla gelateria artigianale La Cremeria, con il suo ampio ventaglio di offerte. Qui si gusta un gelato artigianale naturale di alta qualità, fatto con ingredienti selezionati (dei quali gran parte a Km 0), come pure sorbetti su stecco, brioches bio con lievito madre e perfino IceBau, gelato ad alta digeribilità e basso tenore calorico, adatto a clienti a 2 e 4 zampe.
La nostra attenzione è ricaduta sul gusto Cioccolato di Knam (cioccolato e caramello salato, senza grassi vegetali, senza emulsionanti, con zuccheri di canna e uva, preparato secondo la ricetta del maestro cioccolatiere Ernst Knam), che si è rivelato gradevole per gusto e consistenza.

La Cremeria, Ferrara

Altro must imperdibile del ferrarese è l’anguilla di Comacchio; non potevamo esimerci dal provarla direttamente nel locale che garantisce anguilla pescata esclusivamente nelle Valli, La Bottega di Comacchio. L’anguilla marinata di Comacchio ha un sentore pungente per via dell’aceto con cui è conciata.

Trepponti, Comacchio
La Bottega di Comacchio
Panino all'anguilla marinata di Comacchio

Da Ferrara ci siamo spostati quindi in un altro scrigno d’arte, Ravenna. La Città dei Mosaici è ricchissima di edifici e monumenti da visitare; le opere musive sono splendide, e i colori talmente brillanti da non poter essere catturati dalla fotocamera! La loro visione dal vivo è tutt’altra cosa.

Basilica di San Vitale, Ravenna
Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, esterno
Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, interno
Battistero Neoniano, esterno
Battistero Neoniano, interno
Basilica di Sant'Apollinare in Classe, esterno
Basilica di Sant'Apollinare in Classe, interno
 
L’arte mosaicale ravennate si ritrova anche sulle targhe viarie del centro storico cittadino.

Targhe viarie a Ravenna
 
Per provare i sapori tipici della Romagna, siamo andati all’enoteca-ristorante Ca’ de Vèn in via Corrado Ricci. Questo locale è in grado di appagare ogni genere di appetito: si può gustare semplicemente un bicchiere di vino con una piadina fatta in casa, o scegliere piatti classici del territorio, o gustare le proposte stagionali. Un bel connubio tra cucina schietta e cantina romagnola.
Per noi, piadine e Pagadebit di Romagna Doc al calice.

Tovaglietta, Ca' de Vèn
Piadina con prosciutto crudo di Parma e squacquerone
Piadina con mortadella
Pagadebit di Romagna DOC
Crostata di crema e fichi

La loro brochure regala anche la ricetta per fare la piadina, che vi riporto:
1 kg farina tipo 0, 30 g sale fino, 16 g lievito chimico in polvere, 16 g bicarbonato, 180 g strutto raffinato, acqua tiepida quanto basta per fare un impasto solido.
Lasciare riposare e lavorare per creare palline di circa 120 g. Stendere l’impasto in un disco di circa 25/30 cm di diametro e cuocere da entrambi i lati sulla teglia di terracotta.
Nella stessa strada, segnalo anche la Libreria Modernissima, dove, oltre ai volumi cartacei, è possibile trovare oggettistica e accessori molto carini (dico solo che Max ha dovuto trascinarmi via…).
L’ultima tappa mangereccia ci ha portati a Cesena, alla piadineria Il Posticino. Piadine, crescioni, maxi rotoli (anche in versione bio-vegano 100%, con impasto di farro e farina integrale), panini e sfizioserie dolci in un chioschetto con posti a sedere, nei pressi del casello autostradale, aperto tutti i giorni fino a tarda sera.
La piadina cesenate è più spessa rispetto a quella preparata lungo la costa romagnola (ad esempio quella di Rimini, gustata qui).

Piadina con bresaola, grana e rucola
Crescione con zucca e patate
Sfizioserie dolci
Cappellaccio nutella e nocciole
Raviolaccio ai fichi caramellati

E così si conclude il nostro breve-ma-intenso mini tour emiliano-romagnolo, che ci ha portato alla scoperta di cibi nuovi, ha divertito il nostro palato e ha riempito di meraviglia i nostri occhi.


Da Panino
Rua Freda 21 – Modena
tel. 059/8754382

Clandestino
Via Ragno 35-37 Ferrara
tel. 0532/767101

BiRen - Birrificio Renazzese
Via Statale, 365/G – Dosso, Ferrara
tel. 0532/848010

Ca’ d’ Frara
Via del Gambero, 4 – Ferrara
tel. 0532/205057

La Cremeria
Via San Romano, 117 – Ferrara
tel. 348/7619965

La Bottega di Comacchio
Via Pescheria, 3 – Comacchio, Ferrara
tel. 0533/313040

Ca’ de Vèn
Via Corrado Ricci, 24 – Ravenna
tel. 0544/30163

Libreria Modernissima
Via Corrado Ricci, 35 – Ravenna
tel.0544/213894

Il Posticino
Via Cervese, 3723 Cesena, Forlì-Cesena
tel. 334/7800496


mercoledì 11 dicembre 2013

LE RICETTE NATALIZIE DI ROSANNA MARZIALE



Il Natale è alle porte, e in tutte le case fervono i preparativi per pranzi e cene golosi e festosi. 
C’è chi si appella alla tradizione, chi si diletta in menu d’avanguardia e chi invece sperimenta vie di mezzo. Se appartenete a quest’ultima categoria e siete ancora alla ricerca di idee per un menu fedele alle consuetudini ma un po’ sfizioso, niente paura: ecco arrivare tanti consigli “stellari” dalla chef stellata Rosanna Marziale!

Rosanna Marziale
 
In occasione della giornata conclusiva della rassegna “Green Christmas” che si è svolta presso la Tenuta San Bartolomeo di Caiazzo, la chef casertana premiata dalla Guida Michelin ha presentato un laboratorio gratuito di cucina natalizia, con proposte dall’antipasto al dolce.

 
Iniziamo da un tipico piatto campano della Vigilia, l’Insalata di rinforzo. Ogni provincia (ma si potrebbe anche dire: ogni famiglia!) ha la sua ricetta e le sue varianti; ci sono alcuni ingredienti che non possono assolutamente mancare (cavolfiore, papaccelle, olive, acciughe) ed altri che sono invece a discrezione del gusto personale o dell’usanza familiare e locale (giardiniera, scarola, baccalà). La “versione Marziale” – servita al ristorante Le Colonne – è più leggera, aerea e scenografica rispetto a quella tradizionale, ma altrettanto semplice da preparare.
Il cavolfiore va sbianchito, cioè sbollentato in acqua leggermente acidulata con aceto e poi raffreddato in acqua e ghiaccio per conservare intatto il colore; successivamente, va soffritto in padella con pancetta e scalogno, frullato (eventualmente con aggiunta di un po’ di latte), filtrato con lo chinois o altro colino e poi passato nel sifone per ottenere una spuma. Dopodiché, il piatto può essere assemblato e decorato con gli altri ingredienti, che, nel nostro caso, sono: capperi, olive, acciughe, baccalà sfogliato (mussillo o pancia), papaccelle napoletane sott’aceto, broccoli, pezzetti di cavolfiore, aceto e limone. È un piatto dalla spiccata acidità; una volta si diceva che servisse ad aprire lo stomaco, ma è alquanto improbabile, visto che non è propriamente leggero…

 
 
Insalata di rinforzo

La successiva proposta per la cucina delle feste riguarda un altro classico delle tavole campane, la Minestra maritata. Anche in questo caso, esistono diverse scuole di pensiero in merito alla preparazione. Rosanna Marziale preferisce sbollentare i diversi tipi di verdure invernali (almeno sette, tra le quali bietola, verza, broccoli, cicoria, borragine) e di carne di maiale (piede, cotiche, salsiccia, costine, guanciale) singolarmente, conservando un po’ dell’acqua di cottura di ciascun ingrediente. Per assemblare il tutto, si fanno soffriggere in padella olio extravergine d’oliva, cipolla rossa e pancetta, poi si unisce la carne sbollentata a dadini, si sfuma con del vino bianco e si aggiungono le verdure poco alla volta. Occorre poi unire brodo di carne e brodo di verdure (dello sbollentamento) e far sobbollire. Alla fine, si aggiungono pecorino e grana o parmigiano, un pizzico di peperoncino e del pepe. Le varianti sono infinite: si può aggiungere un pezzo di carne di manzo, o gambetto di prosciutto, o scorza di parmigiano, o brodo di pollo (in questa versione, la zuppa può prendere il nome di “Minestra signorina”).

Minestra maritata

Per un secondo veloce, il suggerimento della chef è una modalità di cottura piuttosto che un piatto vero e proprio. Si adopera un filetto o la pancia di baccalà, che deve essere posto in un recipiente e coperto totalmente da olio di semi di arachidi (a temperatura ambiente), e infornato a 250° per 4 minuti. Il pesce viene poi tamponato con carta assorbente, impiattato e decorato (a Le Colonne con fogli di riso cotto con nero di seppia e poi disidratato). Questo tipo di cottura consente al baccalà di restare morbido e bianchissimo, e di lasciarne inalterato il sapore. Inoltre l’olio usato per la cottura può essere filtrato e riutilizzato per una frittura.

Foglio di riso al nero di seppia
Baccalà cotto in olio, con foglio di riso al nero di seppia

Ultima proposta, il dessert: la cassata al bicchiere. La generosissima Rosanna non ha lesinato nulla!
Sul fondo di un bicchiere si pone un disco di pan di spagna con montata leggera (con aggiunta di albumi montati a neve), si inzuppa con Strega diluito con acqua e zucchero, e si guarnisce con una crema preparata - preferibilmente il giorno prima - con ricotta vaccina setacciata e zucchero (proporzione: 600 grammi di zucchero per 1 chilo di ricotta), alla quale si aggiungono poi pezzettini di cioccolato e di canditi. Si decora infine con altro cioccolato, canditi e una fogliolina di menta.

Cassata al bicchiere

Un menu completo per un Natale coi fiocchi!

 
Dopo la lezione di cucina, è stato possibile fare una visita guidata del parco, che ospita tantissime specie animali tra le quali fenicotteri rosa, pellicani, daini bianchi, gufi reali, cicogne europee e moffette. Una vera riserva incantata!

Fenicotteri rosa
Pellicano
Daini bianchi
Alpaca
Lepre

Grazie a Rosanna e a Loreto Marziale per l’accoglienza e la cordialità :-)


San Bartolomeo – Casa in campagna
Via Rognano loc. Pantaniello – Caiazzo, Caserta
tel. 0823/862623

Le Colonne
Viale Giulio Douhet, 7/9 – Caserta
tel. 0823/467494
 
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