sabato 10 marzo 2012

SAN DANIELE, IL PROSCIUTTO PER OGNI PANE ITALIANO




Per la serie “Cronache di un’assaggiatrice cronica”: All’assaggio va in giuria!
Occasione del giudizio, la tappa napoletana del tour San Daniele, il prosciutto per ogni pane italiano. Sede dell’incontro, la Città del Gusto di Coroglio.
Per festeggiare i 50 anni di tutela, il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha promosso un’iniziativa volta a individuare i migliori abbinamenti possibili tra le diverse tipologie di pane delle venti regioni italiane e il prosciutto stesso. Da qui l’idea di un tour nazionale di degustazioni guidate, che hanno incluso l’espressione di un voto da parte di vari gruppi di estimatori.
Le sessioni di degustazione hanno previsto tre tipi di pane e due vini locali in abbinamento al Prosciutto di San Daniele. Per quanto concerne la Campania, le tre tipologie di pane selezionate sono state (in ordine crescente di sapidità) Pane di San Sebastiano, Pane a canestrella e Pane napoletano di città (meglio noto come Pane cafone). I vini prescelti sono stati il Tramonti rosato dell’Azienda Agricola Tenuta San Francesco e il Lacryma Christi del Vesuvio rosso dell’Azienda Vinicola Sorrentino (ne abbiamo parlato qui).
Gli effluvi che impregnavano la sala dell’assaggio erano deliziosi!
Il Prosciutto di San Daniele ha un sapore dolce e delicato, che si ottiene in virtù di un rigoroso codice disciplinare di produzione (ha conseguito il riconoscimento DOP nel 1996). È ricavato esclusivamente dalla stagionatura di cosce fresche di suini italiani, con l’aggiunta di sale marino, senza additivi chimici o conservanti.
Le tre tipologie di pane che lo hanno accompagnato in questo evento si differenziano per gusto e consistenza. Più leggero il pane di San Sebastiano; facilmente riconoscibile grazie alla sua quadrettatura il pane a canestrella; più compatto (meno aria, meno acqua, più crosta) il pane cafone. Molto diversi tra loro i due vini campani: fresco e giovane il Tramonti, con l’acidità a contrastare la sensazione di grasso e di dolcezza del prosciutto; con sentori di frutta matura e presenza tanninica il Lacryma Christi del Vesuvio, la cui scelta è stata dettata dall’esigenza di lasciare la bocca pulita e detersa dopo l’assaggio.
Il sommelier che ci ha fatto da guida nella degustazione ha giustamente sottolineato che l’abbinamento tra vino e cibo è una ricerca dell’armonia. Nessun gusto dovrebbe prevalere sull’altro.
Devo dire che ho particolarmente gradito questo genere di esperimento, e sono lieta di aver dato il mio piccolo contributo a questo sondaggio.
Una giuria nazionale di esperti ha decretato che il pane campano che meglio si abbina al Prosciutto di San Daniele è il Pane napoletano di città; chissà se il giudizio popolare concorderà con quello dei tecnici…

Per ulteriori informazioni sul Prosciutto di San Daniele:


La sala degustazione di Città del Gusto di Napoli
Pane campano
Il Prosciutto di San Daniele
Tramonti rosato Tenuta San Francesco
Lacryma Christi del Vesuvio rosso Sorrentino

2 commenti:

  1. simpatica iniziativa, c'ero anch'io...peccato non averti incrociato.

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