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giovedì 15 maggio 2014

LE STRADE DELLA MOZZARELLA 2014



È giunto alla settima edizione (la terza per noi di All’assaggio) Le Strade della Mozzarella, il congresso di gastronomia sulla Mozzarella Dop e i prodotti dell’Alimentazione Mediterranea ideato da Barbara Guerra e Albert Sapere e realizzato in collaborazione con il Consorzio per la Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana Dop.
Nuovo lo scenario - il Savoy Beach Hotel di Paestum - e nuovo il format, che ha visto affiancarsi ai laboratori degli chef stellati nella grande Sala Convegni altri contributi di cuochi, pizzaioli e produttori negli Atelier Pasta Mozzarella e Pummarola, Made in Italy e Pizza e lievitati.
Ancora una volta, i protagonisti dell’alta cucina italiana e internazionale hanno dimostrato come sia possibile interpretare e utilizzare un prodotto già eccellente e finito di per sé come la Mozzarella di Bufala Campana Dop, fermo restando che il must assoluto è il suo consumo in purezza.
Noi abbiamo provato a documentare quasi per intero gli avvenimenti della prima giornata di lavori (lunedì 12 maggio), saltellando e scattando a destra e a manca.
L’intervento di apertura è stato affidato a Davide Scabin, il primo a declinare il tema annuale della kermesse cilentana “L’eccezione e la regola”. 

Davide Scabin
 
Tante le questioni affrontate dallo chef piemontese, che, dopo aver manifestato l’urgenza della difesa del made in Italy e la necessità di fare rete, si è soffermato sulle questioni logistiche legate al trasporto e alla conservabilità della mozzarella. Una volta ribadito (la qual cosa non fa mai male) che la mozzarella non va conservata in frigorifero, ha proposto una creazione replicabile anche nelle cucine casalinghe per utilizzarne gli avanzi, abbattendoli e passandoli poi al tritacarne per ricavarne una “pasta” alla quale aggiungere un gelificante e con cui approntare una terrina da farcire a piacere. In questa occasione, sono stati utilizzati come ripieno dei pomodorini confit e del basilico. La terrina affettata può essere servita come amuse bouche insieme a del pan brioche. 

Terrina farcita
 
Come seconda “suggestione”, due idee dessert realizzate con mozzarella fresca priva di sale e messa in infusione per uno-due giorni. Nel primo esempio, in coulis di fragole e succo di limone (e per questo assume una colorazione rosata all’esterno) e nel secondo in latte di mandorla. La presentazione è stile anni Settanta, a mo’ di carpaccio classico, con fettine di fragola, lime grattugiato e piccole meringhe ad accompagnare la mozzarella rosa e con cremolata di caffè e asparagi alla tequila a guarnire le fette di mozzarella al sapore di mandorla.

Carpaccio di mozzarella rosa
Carpaccio di mozzarella alla mandorla
 
Nel terzo ed ultimo piatto, la mozzarella di bufala diventa comprimaria e fa da condimento agli spaghetti al pomodoro. Ma non spaghetti tradizionali, bensì quelli in busta sottovuoto utilizzati anche dagli astronauti durante le loro missioni, ed infatti il nome della ricetta è “Spaghetti Space Pizza Margherita”. Ecco quindi che a una crema di mozzarella si affiancano acciughe, provola affumicata, origano, olio al peperoncino e salsa verde, a far compagnia alla pasta.

Spaghetti Space Pizza Margherita
 
Altrettanto potente (e non solo per la stazza del relatore) il contributo del vicano Antonino Cannavacciuolo

Antonino Cannavacciuolo
 
Alcune riflessioni sullo stato della ristorazione in Italia (del resto, un congresso serve anche a questo), poi via alle presentazioni dei piatti: “Latte e cocco”, un riciclo di mozzarella vecchia di qualche giorno amalgamata con latte di cocco al microonde e successivamente arricchita con lime grattugiato, tartare di tonno, pezzetti di lime, sale e olio, seguito da “Pomodoro”, una laboriosa rivisitazione della pizzaiola a crudo nella quale un concentrato di pomodoro (marinato, frullato, setacciato, addizionato di aria e poi privato della stessa) viene sormontato da scampi crudi, maionese liquida ottenuta dall’acqua di polipo montata, sale a scaglie, germogli di basilico e olio. 

Latte e cocco
Pomodoro
 
Per sancire che la mozzarella di bufala assoluta costituisce piatto a sé, lo chef campano ne ha addentato avidamente una intera!

 
Terzo laboratorio del giorno, quello di Giancarlo Perbellini, nel quale ha mostrato due creazioni in carta nei suoi locali.

Giancarlo Perbellini
 
Una “Mozzarella in carrozza”, nella quale il sandwich-carrozza farcito con acciughe del Cantabrico è servito a parte e la mozzarella utilizzata è freschissima, e una “Pasta e patate” in chiave moderna dove la pasta risottata (cotta prima in acqua e poi passata in un brodo ristretto di bacon) è sovrastata da spuma fredda di mozzarella di bufala (stavolta vecchia di almeno quattro giorni), appoggiata su spuma di patate, e vivacizzata da rafano o wasabi. 

Mozzarella in carrozza
Pasta e patate

Un incontenibile Mauro Uliassi ha dato vita ad un animato show presentando praticamente un intero pranzo. 

Mauro Uliassi
 
Fedele al tema indicato, è “uscito dalle regole” proponendo innanzitutto una composizione con i derivati della mozzarella di bufala (burro, siero e latticello) seguita da un piatto “della zia” in cui ha utilizzato la panna di bufala per condire dei cappelletti con piselli crudi e prosciutto crudo spolverati di Bucarello (formaggio di latte di bufala).

Composizione di derivati della mozzarella
Cappelletti con panna, piselli e prosciutto
 
Come terza portata, un assemblaggio di prodotti a crudo, ovvero filetto di ricciola tagliato sottilmente con salsa alla puttanesca: pomodori del piennolo frullati e setacciati, capperi sott’olio, capperi essiccati, rucola, mozzarella sfogliata al naturale, origano e olio. 

Puttanesca di ricciola
 
Infine, un dessert composto da gelato di Bucarello, polvere di yogurt, polvere di capperi, polline fresco ridotto in sfoglie, arnie create con bicarbonato di calcio, miele profumato al pino, camomilla in polvere e in gel. 

Gelato di Bucarello
 

Ironicamente paradossale è che un oratore tanto prorompente abbia poi sottolineato che in cucina occorre concentrazione e silenzio.
Diametralmente all’opposto il relatore successivo, il serafico Enrico Bartolini

Enrico Bartolini
 
Dopo aver mostrato una serie di video contenenti suoi piatti molto creativi realizzati con la mozzarella di bufala e la sua acqua (non traggano in inganno i nomi: Pasta al pomodoro, Carbonara trasformata e Aglio, olio e peperoncino), ha preparato per la sala delle sardine marinate farcite con mozzarella e pomodori confit, adagiate su un centrifugato di cetriolo, mela verde, colatura di alici e zenzero, condito con sale, olio e altra colatura di alici.

Sardine farcite di mozzarella e pomodori confit

Molto esuberante anche il friulano Emanuele Scarello, che ha presentato una sorta di colazione usando ricotta e latte di bufala arricchiti da cornflakes bagnati in olio e da fragranze fresche chiamata “Muesli di nuances mediterranee con crema di ricotta”, ed ha poi campanilisticamente esaltato uno dei prodotti di punta della sua terra, la patata, componendo un bonbon da pomeriggio. Il nome del piatto è stato deciso attraverso un sondaggio web: “Anche alla bufala piace la patata”. Patata cotta al vapore, mozzarella, polvere di caffè, scorza di limone, maionese di latte di bufala e olio tutti impilati per un bocconcino dai molteplici gusti.

Emanuele Scarello
Muesli di nuances mediterranee con crema di ricotta
Anche alla bufala piace la patata

Ventata internazionale con l’arrivo dell’italo-francese Anthony Genovese

Anthony Genovese
 
La sua composizione “Gnocchi di mozzarella con sgombro e verdurine” è ricca di contrasti: caldo/freddo, cottura/non cottura dello sgombro (dapprima marinato a secco con sale, zucchero di canna e pepe di Sichuan, di seguito lavato con mirin e sake e infine passato in un brodo fatto con le lische del pesce), sapore e consistenza neutre (quelli degli gnocchi di mozzarella, senza sale aggiunto) in opposizione alla dolcezza dei limoni di Amalfi canditi, alla croccantezza delle zucchine crude e al profumo dei fiori.
Un piatto-pagliaccio, parafrasando il nome del suo ristorante romano. 

Gnocchi di mozzarella con sgombro e verdurine
 
Chiusura dolce con Valeria Piccini e il suo gelato di ricotta di bufala abbinato a cetriolo, fragola, borragine e lime in quattro consistenze (sotto forma di sfere, polvere, olio profumato e pezzi canditi). 

Valeria Piccini
Gelato di ricotta di bufala con cetriolo, fragole e lime

Parallelamente al congresso, nella sala adiacente si sono esibiti a turno gli chef Alba Esteve, Marco Martini, Corrado Assenza e Peppe Stanzione, e si è esplorato il mondo dei formaggi con il produttore Manuel Lombardi dell’azienda Le Campestre in collaborazione con l’ONAF.

Alba Esteve
Corrado Assenza
Piatto di Corrado Assenza
Peppe Stanzione
Manuel Lombardi e Alberto Marcomini

In terrazza, il giornalista Tommaso Esposito ha moderato l’Atelier Pizza e lievitati con la pizza fritta di Maria Cacialli, la pizza al forno di Gianfranco Iervolino, il babà di Agostino Iacobucci e il pane e i lievitati di Salvatore La Ragione.

Tommaso Esposito
Gianfranco Iervolino
Agostino Iacobucci
I babà di Agostino Iacobucci
Salvatore La Ragione

Alta cucina, cooking show, artigiani della pizza, prodotti eccellenti: tutto questo nella nostra sudatissima prima giornata de Le Strade della Mozzarella 2014.

Il resoconto delle edizioni precedenti qui:

giovedì 31 ottobre 2013

ANTONINO CANNAVACCIUOLO PRESENTA “IN CUCINA COMANDO IO”



Bagno di folla per la presentazione del libro “In cucina comando io" di Antonino Cannavacciuolo presso lo store Coin di Napoli. Lo chef vicano si è concesso alle domande del giornalista Francesco Aiello e alle curiosità del pubblico nel pomeriggio di mercoledì 30 ottobre.
Cannavacciuolo, classe 1975, insignito di prestigiosi riconoscimenti (3 forchette guida Gambero Rosso, 3 cappelli guida L'Espresso, 2 stelle Michelin) per il suo Ristorante Hotel Villa Crespi sul lago d’Orta, ha raccolto nel libro ricette e storie di vita.
Tra le curiosità raccontate agli intervenuti, il primo ricordo gastronomico (il ragù della domenica!) e il primo piatto preparato, una torta caprese, all’età di 13 anni.
Il mastodontico chef ha inoltre dispensato consigli ai tanti giovani presenti desiderosi di intraprendere una carriera nel mondo della ristorazione: avere la valigia sempre pronta, essere preparati a guadagnare poco all’inizio, offrire una cucina personalizzata ma guardando sempre alla tradizione, farsi guidare dagli ingredienti e procedere per sottrazione nella realizzazione dei propri piatti.
Qualche immagine dell’incontro:

Francesco Aiello e Antonino Cannavacciuolo

giovedì 9 maggio 2013

LE STRADE DELLA MOZZARELLA 2013



Grandissimi nomi, grandissimi piatti e grandissimi prodotti per l’edizione 2013 de Le Strade della Mozzarella, la tre giorni di eventi dedicata alla Mozzarella di Bufala Campana Dop ideata da Barbara Guerra e Albert Sapere. Una manifestazione che si svolge nella splendida struttura del neostellato Le Trabe nel cuore del Cilento, uno dei territori d’origine della mozzarella Dop. Ed è stato proprio “Il Territorio si fa sistema” il tema di quest’anno: fare rete e condividere l’impegno per la valorizzazione dello straordinario patrimonio di tipicità che possiede l’Italia.
La kermesse è organizzata con il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Pomodoro S. Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino, affiancati da partner quali Acqua Ferrarelle, Molino Quaglia, Pastificio Leonessa, Azienda Agricola San Salvatore 1988 e AICIG (Associazione Italiana dei Consorzi ad Indicazione Geografica).
La Mozzarella di Bufala Campana Dop è stata reinterpretata ed esaltata dai tanti chef che si sono alternati nei vari laboratori, diventando protagonista di piatti squisiti e sorprendenti.
Ad aprire la rassegna lunedì 6 maggio, il tristellato Massimo Bottura, che si è presentato con ammirevole modestia al pubblico dichiarando semplicemente “Sono un cuoco italiano”. 


Enzo Vizzari e Massimo Bottura

Lo chef modenese ha proposto due piatti. Il primo, “Riso e latte”, un ritorno a un piatto dell’infanzia per toccare le corde della memoria e delle emozioni, preparato con riso Acquerello cotto in un “brodo” composto da liquido di torchiatura di mozzarella e provola affumicata, aromatizzato con vaniglia, pepe nero, gemma tostata (fiore del riso), polvere di limone, ed infine mantecato con mascarpone miscelato con un po’ di siero. 

Massimo Bottura - Riso e Latte

Subito dopo, “Italia”, una tavolozza di materie prime italiane per viaggiare con il palato, messe insieme in modo assolutamente non casuale, da mangiare boccone dopo boccone, senza mescolare. Alla spuma di ricotta acidificata e alla ricottina d’alpeggio leggermente affumicata sono stati affiancati tanti ingredienti di diversi sapori e consistenze, dal salato al dolce, dal candito al tostato.

Massimo Bottura - Italia

A seguire, il siciliano Ciccio Sultano, con la sua “doppia bufala”: quella della mozzarella e quella dell’illusione data dagli altri ingredienti (pomodoro ristretto, pesto di basilico, pane croccante) utilizzati per ricreare una pizza che in realtà non c’è. Il nome del suo piatto, “Insalata di mare su finta pizza”.


Ciccio Sultano e Luciano Pignataro
Ciccio Sultano - Insalata di mare su finta pizza

Terzo a comparire, Antonino Cannavacciuolo. Lo chef vicano trapiantato in Piemonte ha dapprima presentato un piatto fatto con mozzarella “di recupero” (ovvero vecchia di un paio di giorni) sciolta al microonde e ricomposta intorno a un’ostrica, adagiata su una salsa di cetriolo e yogurt di bufala ed infine guarnita con caviale ed erba cipollina (nome: “L’ostrica nella perla”).

Paolo Marchi e Antonino Cannavacciuolo
Antonino Cannavacciuolo - L'ostrica nella perla

Ha poi dedicato un omaggio a un piatto tipico della sua terra d’adozione, il Vitello tonnato, trasformandolo in Tonno vitellato: cubo di tonno crudo e vitello sotto forma di salsa, ingentilito da maionese all’acciuga.

Antonino Cannavacciuolo - Tonno vitellato

Ed ecco quindi il turno di Ilario Vinciguerra, altro campano operante al nord. Per tale ragione, il suo piatto è stato chiamato “Norvegia-Paestum via Gallarate solo andata”: filetto di baccalà dissalato in acqua ferma e massaggiato due volte con olio extravergine d’oliva a 42°, accompagnato da riso stracotto e soffiato in olio extravergine d’oliva a 160° e, tutt’intorno, latte di provola al microonde e pomodori secchi.

Luigi Cremona e Ilario Vinciguerra
Ilario Vinciguerra - Norvegia-Paestum via Gallarate solo andata

Successivamente, parola a Fabio Pisani, chef pugliese in forza presso il ristorante milanese “Il luogo di Aimo e Nadia”. Per restare in tema col piatto più famoso della cucina lombarda, il risotto, ne ha proposto una versione estiva con richiami al cavallo di battaglia del locale meneghino, gli Spaghetti al Cipollotto. E dunque, un risotto preparato con grande perizia tecnica, senza soffritto e col cipollotto cotto a parte, mantecato con la stracciatella di bufala e condito con capperi di Pantelleria, origano di Vendicari e scampi leggermente marinati.

Fabio Pisani
Fabio Pisani - Risotto estivo con scampi marinati

La seconda proposta è stata invece un piatto caldo-freddo vegetariano molto ricco di sapori.


Fabio Pisani - Caldo-freddo vegetariano

Anche il napoletano Francesco Sposito si è appellato a un piatto della tradizione e all’utilizzo di mozzarella di “recupero”, proponendo una versione rivisitata del carciofo arrostito, senza però adoperare la brace e ricavando l’odore dell’affumicatura bruciando del carbone con il cannello.
Il carciofo è stato farcito con crema inglese salata alla mozzarella e una polpettina cruda di capocollo di maiale, rivestito da un velo di lardo e accompagnato da tocchetti di mozzarella.


Paolo Marchi e Francesco Sposito
Francesco Sposito - Carciofo arrostito

Ultimo intervento della prima giornata, quello di Cristina Bowerman. La chef ama utilizzare gli ingredienti interamente, pertanto i due piatti che ha proposto sono stati realizzati seguendo questa filosofia: un risotto cotto nel siero di mozzarella di bufala, impiattato su una base di mozzarella, e un dessert, “Zuppetta di espresso alla bufala” composto da formaggio di latte di bufala e latte condensato di bufala autoprodotti, mandorle sabbiate, gelatina di espresso e gelato al Baileys Irish Cream.

Fiammetta Fadda e Cristina Bowerman
Cristina Bowerman - Risotto alla mozzarella di bufala
Cristina Bowerman - Zuppetta di espresso alla bufala

Cuochi, pizzaioli, consorzi, aziende vinicole: i grandi protagonisti dell’agroalimentare riuniti tutti insieme per una manifestazione unica.
Come ha ricordato Enzo Vizzari in apertura dei lavori, il senso de Le Strade della Mozzarella non è assaggiare dei piatti, ma promuovere i prodotti italiani. Con la speranza di veder nascere tante altre “Strade” ad essi dedicati.

Manuel Lombardi
Conciato romano

Il resoconto dell’edizione 2012 qui
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