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mercoledì 3 dicembre 2014

LE COSE BUONE DI NANNINA



Segnalare il buono è sempre un piacere.
Da un’idea dello chef vesuviano Pietro Parisi, già patròn del ristorante Era Ora a Palma Campania, è nata Le Cose buone di Nannina. Una salumeria osteria dal sapore antico, piena di ogni sorta di genere di conforto, per la maggior parte prodotti del territorio e di piccoli artigiani del gusto.

Il banco
Gli scaffali
Pietro Parisi

Ci si trova veramente di tutto: dai latticini freschi (mozzarella e provola di bufala, provola affumicata di Latte vaccino Nobile) ai salumi, dalle conserve alle marmellate con lavorazione artigianale, dai presìdi Slow Food fino alle preparazioni già cotte come i famosi “boccaccielli” (vasetti di vetro contenenti, ad esempio, parmigiana di melanzane o ragù di vitello beneventano). Inoltre, ampio spazio a prodotti provenienti da importanti progetti sociali: dalla Comunità di San Patrignano, dal progetto Libera Terra contro le mafie e dalla cooperativa delle detenute della Casa circondariale femminile di Pozzuoli.

Primo sale con rucola, noci e peperoncino
Provola affumicata di Latte Nobile
Provola di bufala
"Palla di Nola"
Scamorze di Latte Nobile
Conciato romano
Soppressata di Gioi
I pomodori e le passate
I legumi
Le conserve
Le marmellate
I boccaccielli: Parmigiana di melanzane

Tante le proposte anche per la colazione, il pranzo e la merenda. Dalla cucina a vista fuoriescono piatti del giorno tradizionali (come soffritto, trippa con patate, salsicce e friarielli), che vanno a farcire gustosi panini o possono essere consumati in loco al piatto e finanche portati a casa.

Pizza di scarole
Pasta e fagioli
Babà
La saletta interna

Ma cosa ha spinto Parisi (che vanta in curriculum collaborazioni con Alain Ducasse e Gualtiero Marchesi) a cimentarsi in una nuova impresa fuori dalle rotte gourmet? Il desiderio di ridare orgoglio alla provincia, in particolar modo a San Gennaro Vesuviano (il paese di sua nonna Nannina, contadina che ha dedicato tutta la vita alla terra), di riportare in auge i sapori genuini, e di farlo a un prezzo equo, in un locale piccolo e accogliente come una casa, aperto senza interruzioni dal mattino fino a tarda sera.
Felicissima dell’apertura anche la proprietaria dell'immobile, la signora Ammaturo, che ha così visto ritornare in vita il locale fondato nel 1906 dal nonno Natale, quello che è stato la prima pasticceria e poi il primo ristorante del paese.

La signora Ammaturo, proprietaria dell'immobile
 
La ristrutturazione ha lasciato alcuni dettagli originali come i pavimenti dell’Ottocento, ed ha altresì arricchito il locale con tocchi moderni come le segnalazioni tattilo-plantari per non vedenti.

 
“Prima di chiedere al territorio, bisogna fare per il territorio” ha detto Parisi il giorno dell’inaugurazione.

 
Buon lavoro.



Le Cose buone di Nannina
Via Ferrovia, 2 – San Gennaro Vesuviano, Napoli
tel. 081/18769025


venerdì 28 novembre 2014

PANETTONI E GELATI AL TOP DA MENNELLA



Di pasticcerie e gelaterie ce ne sono tante. Ma quante sono completamente trasparenti con la loro clientela? Mennella di sicuro lo è.
La casa torrese fondata nel 1969 non teme di mostrarsi al pubblico, anzi. Incoraggia le visite, e non ha alcuna remora a sottoporre i propri prodotti a degustazioni comparate alla cieca.
Ho già avuto il piacere di partecipare a uno di questi test lo scorso anno (tutti i dettagli qui), ed ho quindi aderito con altrettanto entusiasmo ad un incontro riservato alla stampa pochi giorni or sono.
In questo lasso di tempo, ci sono state alcune novità. Nel mese di giugno è stato aperto un nuovo laboratorio a Torre del Greco, dedicato esclusivamente alla gelateria. Ne è responsabile Roberto Mennella, che ci ha illustrato i macchinari e le modalità di lavorazione.
L’impianto utilizzato è all’avanguardia, infatti consente di omogeneizzare la miscela liquida del gelato senza aggiungere emulsionanti; viene impiegata solo della farina di carrube come addensante. Le materie prime adoperate sono esclusivamente naturali, vale a dire frutta fresca di stagione, frutta secca tostata e macinata (tra cui nocciole di Giffoni e mandorle pugliesi), latte, panna, zucchero. Nessun semi-lavorato: le “paste” per i gusti pistacchio, nocciola, pinolo e così via sono autoprodotte. 

Mandorle pugliesi
 
Il gelato finito, dopo la mantecazione che avviene al momento in negozio, presenta al massimo il 40% di aria. Ha un gusto gradevole ed equilibrato, non eccessivamente dolce; gli ingredienti sono chiaramente distinguibili al palato e con una buona persistenza.

Roberto Mennella manteca il gelato

Siamo stati deliziati dall’assaggio di base bianca (fior di latte), base gialla all'uovo arricchita da buccia di limone e liquore Strega, e nocciola. Non saprei dire quale fosse il mio gusto preferito, ma posso assaggiare molto, molto più di tre coppette…

Roberto Mennella
 
Siamo poi passati al laboratorio di pasticceria, il regno di Vincenzo Mennella. Anche qui, giro tra le tante apparecchiature (planetarie, temperatrici per cioccolato, abbattitori, raffinatrice per mandorle) e la dispensa degli ingredienti, dove si evince chiaramente che non vengono acquistati grassi diversi dal burro e dallo strutto!
Vero fiore all’occhiello degli ultimi anni, il panettone artigianale, fatto con lievito madre, canditi di produzione propria e una lievitazione lentissima che può arrivare anche fino a 40 ore.

Vincenzo Mennella e il suo lievito madre
Panettone artigianale in lievitazione
Vincenzo Mennella mostra i canditi
Panettone artigianale classico Mennella

Inoltre (udite udite!) qui si produce anche il pandoro!
La degustazione comparata alla cieca tra prodotti industriali e quelli della casa non ha dato adito ad alcun dubbio: la sofficità, l’umidità, il profumo, il colore e il gusto dei lievitati artigianali sono balzati al naso e alle papille con il loro impatto travolgente!
Il pandoro poi è stato per me una scoperta, una vera nuvola, umida e morbidissima.

Pandoro artigianale Mennella
Pandoro artigianale Mennella

Un’ulteriore riprova che qui al Sud i grandi lievitati li sappiamo fare bene, eccome!
Se poi li si accompagna con un bel bicchiere di latte di mandorla artigianale, vanno giù che è un piacere!

Latte di mandorla artigianale Mennella
 
Ricordiamo che i panettoni artigianali Mennella sono tra gli 11 raccontati nel libro I Panettoni del Sud, edito da Malvarosa e appena dato alle stampe (se ne parla qui).
E per noi partenopei ci sono altre buone notizie. Per l’inizio del prossimo anno, sono previste due nuove aperture Mennella a Napoli, che andranno ad affiancarsi alle due gelaterie dei quartieri Chiaia e Vomero. Qui a bottega sappiamo già tutto, ma non ve lo sveliamo subito… Restate sintonizzati su All’assaggio per scoprire le news!


Il Gelato Mennella
Via Vittorio Veneto, 24 – Torre del Greco, Napoli
tel. 081/8814755

Via Carducci, 45 – Napoli
tel. 081/426026

Via Scarlatti, 97 – Napoli
tel. 081/5580171

Viale Leonardo da Vinci, 20/22 – Portici, Napoli
tel. 081/7763057



Qui il report dell’apertura a Napoli del mese di giugno: http://allassaggio.blogspot.it/2014/06/il-gelato-mennella-raddoppia-napoli.html

venerdì 10 ottobre 2014

CIEDDÌ, IL RISTORANTE TRA MARE & VESUVIO



A due anni di distanza dalla nostra ultima visita, siamo tornati a curiosare nel ristorante vesuviano Cieddì, per testare le tante novità che hanno avuto luogo nel frattempo.
Un locale ricavato da una settecentesca struttura borbonica, dependance dell’adiacente Villa Pagliano, composto da tanti spazi differenziati che consentono di soddisfare le esigenze più disparate. Dal parcheggio si accede al grande Giardino degli Agrumi, contenente anche il VesuviOrto, nel quale vengono coltivate verdure ed erbe aromatiche utilizzate poi nelle cucine; di fronte ad esso, la veranda e la sala interna del ristorante, sulla destra invece la cantina (che, oltre a custodire le tantissime bottiglie, ospita un tavolo per degustazioni) e il wine bar, indirizzato a un’offerta più informale: taglieri di salumi e formaggi, panini, bistecche di fassona, hamburger di chianina, da accompagnare con un calice di vino o una birra artigianale.

L'ingresso del Giardino degli Agrumi
Il Giardino degli Agrumi
Particolare della cantina
Il wine bar
Sala interna del ristorante
 
A supporto dei titolari Pietro e Carmine D’Orsi c’è l’esperto direttore di sala Gino Oliviero, mentre alla guida dei fornelli è appena giunto lo chef torrese Nunzio Spagnuolo, che vanta un carnet di importanti collaborazioni.

Gino Oliviero
Carmine D'Orsi
 
Il menu, per ovvi motivi, è ancora in divenire, ma evidenzia quelle peculiarità che costituiscono da sempre l’identità del locale: grande attenzione per le materie prime del territorio e per il pescato del giorno, utilizzo di presìdi Slow Food, chiara indicazione dei fornitori.
La cura per la scelta degli ingredienti si palesa fin dal cestino del pane, comprendente il “Pane 8 giorni” di San Sebastiano al Vesuvio, che, appunto, dura otto giorni in quanto fatto con criscito e una lievitazione di 24 ore.
In occasione di uno speciale pranzo degustazione al femminile, lo chef ha pensato bene di omaggiare noi signore con un menu light tutto giocato sul pesce e su un sapiente utilizzo di spezie ed erbe aromatiche.

Nunzio Spagnuolo
 
La Ricciola marinata agli agrumi con misticanza e yogurt di bufala è servita con un rinfrescante Sorbetto di mela verde, che lascia la bocca detersa e pronta per le successive portate.

Ricciola marinata agli agrumi con misticanza e yogurt di bufala
Sorbetto di mela verde
 
Anche un piatto apparentemente semplice come l’Insalatina di baccalà nelle mani dello chef si arricchisce di sapori e di profumi: lupini, cipolla rossa di Tropea in agrodolce, cucunci, olive nere, broccoli, mandorle e bucce di limone regalano croccantezza e un caleidoscopio aromatico, da impreziosire con un goccio d’olio extravergine d’oliva a crudo.

Insalatina di baccalà
 
Gioco di temperature e consistenze nella Frittatina di pasta alla napoletana, accompagnata da ricotta e maionese di pomodoro.

Frittatina di pasta alla napoletana, ricotta e maionese di pomodoro
 
Orto e mare si abbracciano negli Spaghetti con tonno, salsa carbonara e erbe spontanee, dalla cottura ben al dente (tratto distintivo dello chef!).

Spaghetti con tonno, salsa carbonara e erbe spontanee
 
Grande intensità gustativa nei Paccheri cacio e pepe su sfilacci di carne alla genovese, con una carota fredda al naturale per bilanciare la piccantezza.

Paccheri cacio e pepe su sfilacci di carne alla genovese

Ancora aromi ad ampio spettro nel Branzino con anice e liquirizia (nascosto sotto una cloche di ceramica): sambuco, semi di anice, anice stellato, liquirizia e buccia di limone.

Branzino con anice e liquirizia
 
Pre-dessert profumato, la Granita di ananas e rosmarino.

Granita ananas e rosmarino
 
Poetico il dessert “Qui è passato il giardiniere”: sfera di cioccolato fondente in granella di pistacchi di Bronte su tronco di cioccolato bianco e salsa al caffè.

Qui è passato il giardiniere: Sfera di cioccolato fondente in granella di pistacchi di Bronte 
su tronco di cioccolato bianco e salsa al caffè
Pralineria
 
I menu degustazione partono da 35 euro.
La carta dei vini è imponente e ragionata. Non manca neanche una piccola carta dedicata a tè e tisane.
Una bella realtà della zona vesuviana che si va consolidando.


Cieddì 
Via Salvatore Pagliano, 5 – Portici, Napoli 
tel. 081/7752502 

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