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martedì 4 novembre 2014

APRE A NAPOLI GU SHU, ASSOCIAZIONE PER LA CULTURA DEL TÈ




Per noi di All’assaggio è prima di tutto un piacere segnalare l’apertura di Gu Shu, Associazione per la diffusione della cultura del tè e delle piccole cose dimenticate.
Perché il nostro amore per il tè è cosa nota, e abbiamo cercato di dare quanto più spazio possibile ai vari eventi legati alla bevanda più consumata nel mondo (dopo l’acqua), ma anche perché iniziative del genere costituiscono un patrimonio inestimabile per la vita culturale di una città.
Tre gli artefici di questa realizzazione: Giustino Catalano, enogastronomo e tea taster, Giuseppe Musella, titolare del tea shop Qualcosa di tè, e Riccardo Abbruzzese, ex chef de rang dell’Hotel Romeo.

Riccardo Abbruzzese, Giuseppe Musella e Giustino Catalano
 
L’associazione ha aperto i battenti lunedì 3 novembre, nella sua prestigiosa sede all’interno dello storico Palazzo Diomede Carafa (nel cui cortile trovano alloggio anche botteghe di artigianato).
L’accoglienza è di quelle che non ci si aspetta: una sala da tè in pieno stile cinese! Tanti tavolini corredati da bellissime sedie in legno intagliato, con cuscini di raso rosso, arrivate direttamente dalla Cina. Alle pareti, stampe originali con ideogrammi e foto scattate da Giuseppe Musella nel corso dei suoi periodici viaggi di approvvigionamento nel Celeste Impero. E poi, teiere Yixing, colorate Gaiwan, vassoi in legno per il Gong Fu Cha e mattonelle di Pu-erh disseminati in giro, per finire con la piccola cucina a vista.

La sala di Gu Shu
Sedia cinese
Vassoio per il Gong Fu Cha

Per la serata inaugurale, si è giustamente optato per un gemellaggio con altre associazioni del Centro Storico di Napoli: il Centro di alimentazione consapevole, organizzazione no profit sita in Vico San Pietro a Majella, e ‘O Grin, negozio di specialità alimentari vegane di Via Mezzocannone. Entrambe realtà che hanno come obiettivo l’educazione ad una alimentazione sana, etica e buona. Così, insieme ai vari tè preparati incessantemente da Giustino Catalano e Giuseppe Musella (tra i quali Gyokuro Mizudashicha a temperatura ambiente e Pu-erh Kiangra Brick 1970) sono stati serviti Hummus di ceci, Ravioli ripieni di verza, cipolla, zenzero e carote, Couscous palestinese integrale, Pizza con tofu e peperoni, Pizza con funghi, carote e semi di sesamo e Biscotti alle mandorle e tè matcha.

Giustino Catalano
Brick di Pu-erh
Dolcetti di mandorle al tè matcha
Couscous palestinese integrale
Giuseppe Musella
Laura Calandriello, autrice della torta

Gu Shu, “l’albero antico”, è una chicca per Napoli e in generale per il Sud Italia, con il suo proposito di far scoprire tutti i segreti del tè e di abbinarlo a piccole produzioni tradizionali italiane (le “piccole cose dimenticate”), e ha trovato la sua ideale collocazione a Spaccanapoli, culla di artigiani e di attività culturali.
La tessera annuale dell’associazione Gu Shu può essere richiesta presso il negozio Qualcosa di tè in Via San Biagio dei Librai 1, ha un costo di 10 euro e dà diritto all’accesso alla sala e ad uno sconto del 10% su tutti i tè venduti presso il suddetto tea shop. La sala sarà aperta a tutti i soci dalle 16 alle 20 con il solo giorno di chiusura previsto di lunedì.
Daniela Marfisa, tessera numero 61, ci sarà!


Gu Shu
Via San Biagio dei Librai, 121 – Napoli
tel. 392/1629364 - 081/19137142

Qualcosa di tè
Via San Biagio dei Librai, 1 – Napoli
tel. 081/5523158

sabato 18 ottobre 2014

MEDITERRANEAN COOKING CONGRESS, FESTIVAL FRANCIACORTA E LA GRANDE BELLEZZA DEL SANNIO



Quella iniziata il 13 ottobre è stata una settimana ad altissima concentrazione di eventi enogastronomici, tale da costringermi a un ininterrotto tour de force.
Non che ci si lamenti, intendiamoci. Dico sempre che essere blogger dà l’opportunità di vivere esperienze talvolta incomparabili. Di imparare, di conoscere, di scoprire. Di essere testimone del lavoro di tanti bravissimi artigiani, e di poterlo raccontare. Certo, questo comporta disponibilità a frequenti spostamenti, e lunghe ore da trascorrere a scrivere, scaricare foto, assemblare il tutto e pubblicare.
Ma l’ho scelto per passione, e continuo a farlo per lo stesso motivo.
Orbene. Vediamo cosa mi ha lasciato di bello questa serrata sfilza di incontri.
Lunedì 13 c’è stata la prima giornata di lavori del Mediterranean Cooking Congress, kermesse organizzata dalla società By Tourist che ha avuto luogo a bordo di Tirrenia, nel Porto di Napoli, e che ha visto tra i relatori gli chef stellati campani Nino Di Costanzo e Michele Deleo.

 
In particolare, l’ischitano Di Costanzo (Il Mosaico, Terme Manzi Hotel, Casamicciola Terme) ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo di prodotti del territorio nella cucina: nel suo menu non c’è nulla che non sia campano, a parte il cioccolato e le spezie. Inoltre, ha attribuito il 70% del merito della riuscita di un piatto a produttori e artigiani, lasciando alla mano del cuoco solo il 30%.

Vincenzo D'Antonio, Nino Di Costanzo e Michele Deleo
 
Nell’ambito dello stesso evento, in serata c’è stata un’interessante cena a La Caffettiera di Piazza dei Martiri con chef internazionali, tra i quali Paolo Gramaglia (Ristorante President, Pompei) e Vincenzo Guarino (L’Accanto del Grand Hotel Angiolieri, Vico Equense). I loro “Capesante in Autunno” e “Mezze Maniche con Ragù Napoletano di gamberi, asparagi e scaglie di provolone del monaco” sono risultati decisamente convincenti, senza alcuna riserva.

Capesante in Autunno - Paolo Gramaglia (President, Pompei)
Mezze Maniche con Ragù Napoletano di gamberi, asparagi e scaglie di provolone del monaco di Vincenzo Guarino
 
Da segnalare anche il Babà profumato al tè verde con kiwi, bergamotto, pesca, fiori di violetta e fiordaliso, guarnito con crema di tè nero alla mandorla, papavero e peonia rosa, realizzato dal resident chef del locale ospitante, che sancisce l’inizio della collaborazione de La Caffettiera con il tea shop partenopeo Qualcosa di tè.

Babà profumato al tè verde con kiwi, bergamotto, pesca, fiori di violetta e fiordaliso
La sala da tè del Gran Caffè La Caffettiera

Come intermezzo tra i due appuntamenti, ho trovato anche il tempo di fare un salto al Festival Franciacorta al Castel dell’Ovo, manifestazione tornata a Napoli dopo dieci anni, che ha visto la presenza di 25 aziende produttrici. 

 
Tra un assaggio e l’altro, ho avuto anche modo di seguire il seminario “Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi riserve”, tenuto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta, Maria Sarnataro, Vice Presidente Ais Campania, e Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli.
Il termine Franciacorta definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino. I vini Franciacorta sono tra le bollicine italiane più pregiate, prodotti con uve Chardonnay e/o Pinot Nero, ma è consentito anche l’utilizzo del Pinot Bianco. La tipologia Franciacorta Riserva è un millesimato che ha riposato sui lieviti almeno 60 mesi, e rappresenta la massima espressione qualitativa del territorio.
Quattro i vini in degustazione nel corso del seminario: Lantieri de Paratico - Franciacorta Pas Dosé Origines Riserva 2008; Barone Pizzini - Franciacorta Pas Dosé Riserva Bagnadore 2008; Ferghettina - Franciacorta Pas Dosé Riserva 33 2007; Azienda Agricola Fratelli Berlucchi - Franciacorta Brut Riserva Casa delle Colonne 2005. Eleganti ed “estremi”.

Castel dell'Ovo
Seminario Grandi Riserve Franciacorta
 
Successivamente, mercoledì 15 ho preso parte (stavolta insieme a Max) al seminario-degustazione La Grande Bellezza del Sannio presso la Città del Gusto Napoli, che mi ha dato, oltre alla possibilità di assaggiare 9 diverse espressioni della Falanghina del Sannio, anche l’opportunità di vedere per la prima volta dal vivo Marco Sabellico, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso nonché volto noto di Gambero Rosso Channel.

 
La Falanghina è il vitigno bianco campano per eccellenza, diffusissimo nella regione vitivinicola sannita; è estremamente versatile, declinabile dalle bollicine fino al passito.
Ad accompagnare il conduttore Sabellico, Libero Rillo e Nicola Matarazzo, rispettivamente presidente e direttore del Sannio Consorzio Tutela Vini.

Marco Sabellico
 
I vini in degustazione:
Feudi di San Gregorio - Falanghina Spumante Metodo Classico Dubl
Cautiero - Falanghina del Sannio Dop Fois 2013
Cantina di Solopaca - Falanghina del Sannio Dop 2013
Masseria Venditti - Falanghina del Sannio Dop 2013 Vandari
Capolino Perlingieri - Falanghina del Sannio Dop Preta 2013
Fattoria Ciabrelli - Falanghina del Sannio Dop Alexia 2013
Cantina del Taburno - Beneventano Igp Falanghina Cesco dell’Eremo 2013
Vigne Sannite - Falanghina del Sannio Dop 2011
Torre A Oriente - Falanghina del Sannio Dop Vendemmia Tardiva 2011 Biancuzita

Le nove Falanghina del Sannio in degustazione
Sommeliers Fisar
 
In sintesi, le cose belle della settimana: aver assaggiato piatti e vini degni di nota, aver incontrato chef stellati e personaggi che conoscevo solo attraverso la televisione e aver partecipato pure a una vendemmia (qui).
Sono una che si accontenta di poco, che volete.

giovedì 27 marzo 2014

MOTUS HA QUALCOSA DI TÈ



Grande novità da segnalare per i teinomani napoletani: la possibilità di degustare tè pregiati e infusi profumati in una sala spaziosa e confortevole, accompagnando il tutto con gustose sfizioserie dolci e salate.
Questa la proposta, nata dalla collaborazione tra il Motus di Piazza Municipio e Qualcosa di tè, il rinomato tea shop partenopeo: il primo sarà il luogo dedicato agli assaggi e ai sorseggiamenti, uno spazio dove prendersi del tempo per se stessi, conoscere nuovi prodotti o gustare il proprio tè preferito in tutta calma; il secondo fornirà l’assortimento di preziose foglioline.

 

L’apertura ufficiale della sala da tè è avvenuta martedì 25 marzo, con una degustazione gratuita durante la quale Giuseppe Musella di Qualcosa di tè ha fornito tante utilissime informazioni ai numerosi neofiti, curiosi e appassionati intervenuti per l’occasione. 
L’esplorazione a tutto tondo ha coinvolto ogni aspetto legato al tè, dagli strumenti e gli accessori per la preparazione alle sue varie tipologie: tè bianco, verde, nero, oolong, Pu-erh e profumato. Ogni varietà ha le sue caratteristiche peculiari, il suo gusto, le sue note aromatiche.

Giuseppe Musella

Particolare importanza è stata attribuita alla scelta di un tè in foglie di buona qualità. Innanzitutto, perché, come per tutti i prodotti agricoli, è fondamentale conoscerne la provenienza, e inoltre perché, a conti fatti, si rivela un’opzione più conveniente rispetto alle bustine, in quanto le foglie possono essere utilizzate per diverse infusioni successive.

Tè bianco
 
Gli infusi sono stati accompagnati da un buffet di preparazioni dolci e salate degli chef residenti del locale. 

 
 

Curiosità: l’abitudine di degustare il tè con i dolci è un errore storico, così come quella di consumarlo con latte, zucchero o limone. In Oriente il tè si degusta senza dolcificanti aggiunti, in teiere e tazze piccole, accompagnandolo con cibi salati.
Ma fondamentalmente, come ha concluso Giuseppe Musella, l’unico modo per capire il tè è berlo!
Appuntamento in sala da tè per tanti fragranti momenti di meditazione :-)



Motus
Piazza Municipio 5/6 – Napoli
tel. 081/5520262

Qualcosa di tè
Via San Biagio dei Librai, 1 - Napoli
tel. 081/5523158


Aggiornamento: Il locale è (temporaneamente?) chiuso.

venerdì 14 marzo 2014

DAL GIAPPONE, IL PIÙ PREZIOSO DEI TÈ: IL GYOKURO



Dopo l’India del Darjeeling (qui) e la Cina del Pu-erh (qui), il giro del mondo in una tazza di Qualcosa di tè e Giustino Catalano è approdato in Giappone, con un nuovo incontro monografico dedicato al più prezioso dei tè: il Gyokuro.
Le varietà di tè in Giappone si riducono a poche tipologie; il paese del Sol Levante produce esclusivamente tè verde, e il 95% della produzione è biologico.
Ricordiamo ancora una volta che è la lavorazione che distingue i tè, e non la pianta (che è sempre quella della Camellia sinensis).
I tè giapponesi si dividono in tè di luce e d'ombra; il Gyokuro appartiene a quest'ultima categoria, ovvero è ottenuto da cespugli tenuti al coperto. Con questa modalità si attiva un meccanismo di gemmazione “da stress” attraverso il quale le foglioline producono più clorofilla e meno tannino; al momento della raccolta, vengono prelevate solo le foglie più fresche e tenere, e poi lavorate in modo tale che assumano la forma dei fili d’erba.
Il sapore del Gyokuro è fresco, dolce, delicato, erbaceo, con note saline e talvolta di alga. Data la sua elevata qualità, in Giappone si degusta in accompagnamento a pasti importanti, mentre con quelli ordinari si beve il Sencha.
La preparazione del Gyokuro richiede acqua a temperature molto basse, e per le infusioni successive alla prima occorre dimezzare i tempi.
5 i tè giapponesi degustati in questa occasione, in 3 infusioni:
Gyokuro Ashikubo
Shincha Wakana Bio
Karigane (steli di giovani gemme eliminati nella lavorazione del Gyokuro e lavorati come questo)
Gyokuro Tezumi Jirushi
Gyokuro Temomi (manifattura manuale Yamashita, tè raro e pregiatissimo)

Giuseppe Musella, Qualcosa di tè
Giustino Catalano, Tea Taster

Inoltre, il “mangia e bevi” Shiawasecha – Genmaicha Matcha (miscela di Matcha di Uji, Karigane, Genmaicha e alghe Hokkaido Richiri).

 
Chicca finale, i Kompeito, confetti zuccherini al Matcha.

Matcha Kompeito
 
Un ennesimo viaggio emozionale a base di tè, il cibo della mente per eccellenza!
Tutti gli appuntamenti, le iniziative e le degustazioni legate al mondo del tè sono periodicamente segnalati nella rubrica Eventi golosi, il primo giorno di ogni mese su All’assaggio!


Qualcosa di tè
Via San Biagio dei Librai, 1 - Napoli
tel. 081/5523158
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