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giovedì 5 marzo 2015

8RTO X 4UATTRO: EDUARDO ESTATICO A CASA LERARIO



Alla fine di gennaio 2015 ha preso il via presso l’agriturismo Casa Lerario di Melizzano il format denominato 8rto x 4uattro, ideato in collaborazione con i food writers Laura Gambacorta e Giampiero Prozzo (alla cui presentazione avevamo partecipato anche noi di All’assaggio, qui).

Casa Lerario
 
Il ciclo di appuntamenti, che prevede l’impiego dei prodotti dell’orto della farmhouse sannita, è stato inaugurato dallo chef stellato Peppe Guida, mentre domenica 1 marzo è toccato a Eduardo Estatico firmare il secondo pranzo della serie di “esercizi gastronomici”.
Napoletano verace, trent’anni non ancora compiuti, attualmente Executive Chef del ristorante JKitchen dell’Hotel J.K. Place di Capri (che abbiamo visitato la scorsa estate, qui), Estatico ha competenze tecniche e capacità di emozionare sia quando si cimenta con la cucina tradizionale di memoria che con quella più creativa.

Eduardo Estatico
 
Per questa sortita fuori casa, ha voluto iniziare con uno stuzzichino di benvenuto, una miniporzione ispirata a un classico della cucina campana: Gattò di patate al limone e provola con centrifugato di prezzemolo e zenzero.

Gattò di patate al limone e provola con centrifugato di prezzemolo e zenzero
 
Nel successivo antipasto “Fatti e... chiacchiere: baccalà, carciofo, mandarino e cioccolato bianco” ha invece racchiuso i quattro gusti primari - acido, dolce, sapido, amaro - grazie a una sapiente elaborazione di ingredienti stagionali (carciofo di Casa Lerario e mandarino) abbinati al filetto di baccalà norvegese semplicemente scottato, a una chiacchiera croccante e a gocce di cioccolato bianco fuso.

Fatti e... chiacchiere: baccalà, carciofo, mandarino e cioccolato bianco
 
Il primo piatto “A’ pasta e cavolo tra me e nonna Giuseppina: mischiato delicato Pastificio dei Campi, cavolfiore, colatura di alici di Cetara e pancetta di nero casertano” è il rimaneggiamento di una ricetta casalinga della nonna, cioè la pasta e cavolo in versione bianca. Il tocco dello chef: cavolo frullato con vaniglia Tahiti, mantecatura con parmigiano e colatura di alici ed infine sugo d’arrosto d’accompagnamento.

A' pasta e cavolo tra me e nonna Giuseppina
 
Il secondo piatto “Omaggio a Eduardo... è di scena a’ carne a rraù: salsiccia, tracchia e girello di spalla con scarola maritata” è forse meno originale dei precedenti, ma dall’esecuzione perfetta. Tradizione a tutto tondo, con un ragù cotto per 14 ore con i suoi relativi pezzi di carne: salsiccia “a punta di coltello” preparata dalla nonna, tracchia di maiale e girello di spalla di marchigiana. Il tutto ravvivato dalla presenza della scarola “maritata” con uvetta, pinoli e olive nere.

Omaggio a Eduardo... è di scena a' carne a rraù
 
Predessert rinfrescante, Sorbetto di mela annurca e zenzero.

Sorbetto di mela annurca e zenzero
 
Ancora d’impronta teatrale il dessert, dal Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo: Tommasino Cupiello, "a’ zupp e latt": cremoso al caffè-latte, pane di San Sebastiano al Vesuvio, crumble di nocciole e infuso di latte e vaniglia.

A' zupp e latt
 
Sannio anche nei calici con i vini Fattoria La Rivolta 1812: Falanghina del Sannio Taburno Doc 2013, Sannio Taburno Fiano Doc 2013, Aglianico del Taburno Docg 2011, Melissa Fiano passito Doc 2011.

 
Oltre a far conoscere e gustare prodotti a km 0, il valore aggiunto di questi eventi è quello di avvicinare il grande pubblico alla cucina di talentuosi cuochi “fuorisede”, operanti in zone talvolta molto distanti tra loro.
Onore al merito :-)


Casa Lerario
Contrada Laura, 6 – Melizzano, Benevento
tel. 0824/944018

venerdì 12 dicembre 2014

CASA LERARIO



Non è facilissimo arrivarci, a Casa Lerario. Ma, come spesso accade quando si intraprende un viaggio impervio, la meta non lascia delusi.
Un agriturismo nel bel mezzo della campagna beneventana, nel comune di Melizzano, ai piedi del Monte Taburno.
Pietro Lerario e famiglia hanno messo in piedi una struttura ariosa e accogliente, nella quale tutti gli spazi sono ampi e luminosi: dal salotto con camino alla sala ristorante, dal patio coperto alle camere e ai mini appartamenti, rustici ma dai dettagli curatissimi.

 
L’orto della casa fornisce buona parte degli ingredienti utilizzati in cucina, insieme agli ulivi, alle vigne, ai maiali e alle vacche dell’azienda. Praticamente, quasi tutto ciò che arriva in tavola è di produzione propria. 

L'orto di Casa Lerario

Sabato 6 dicembre è stato presentato alla stampa un ciclo di appuntamenti (ideato in collaborazione con i food writer Laura Gambacorta e Giampiero Prozzo) denominato 8rto x 4uattro, che avrà luogo qui a Casa Lerario a partire da gennaio 2015.

Pietro Lerario, Laura Gambacorta e Giampiero Prozzo
 
Partner degli eventi sarà Fattoria La Rivolta, con i suoi vini in abbinamento ai piatti degli chef campani Peppe Guida, Eduardo Estatico, Mirko Balzano e Cristian Torsiello, che saranno realizzati con i prodotti di Casa Lerario.

Laura Gambacorta, Giampiero Prozzo e Paolo Cotroneo (Fattoria La Rivolta)
Vini Fattoria La Rivolta
Gli chef Eduardo Estatico e Mirko Balzano
 
Il pranzo di presentazione ci ha dato l’opportunità di degustare alcune delle specialità della casa, come verdure, ortaggi, salumi (ad esempio, salame, salsiccia, pancetta e culatello di maiale nero casertano) e formaggi. 

Salumi di Casa Lerario
Choux ai formaggi
Raviolo taleggio e zucca sulla sua vellutata
Tortino di patate con porcini e taleggio
Carrè di cinghiale
Cioccolato al quadrato
Mont-Blanc
 
Inoltre sono state preparato le pizze con farina macinata a pietra, cotte nel forno a legna di cui è dotato la cucina, dal tecnologo alimentare Salvatore Kosta.

Laura Gambacorta, Pietro Lerario, Salvatore Kosta e Giampiero Prozzo

Venire a Melizzano per gli “esercizi gastronomici” in calendario, per un soggiorno o un pranzo all’agriturismo può essere anche una buona occasione per visitare il Castello Caracciolo, un maniero del sedicesimo secolo situato in pieno centro storico, bello nell’architettura esterna e ricchissimo nei preziosi arredi interni.

Castello Caracciolo
Castello Caracciolo

Nella rubrica “Eventi golosi del mese” segnaleremo di volta in volta le date degli incontri; non dimenticate di dare un’occhiata ad All’assaggio ogni primo giorno di ogni mese!


Casa Lerario
Contrada Laura, 6 – Melizzano, Benevento
tel. 0824/944018

venerdì 5 settembre 2014

J.K. PLACE A CAPRI



Vi sono luoghi talmente fantastici da essere immaginati a fatica. Poi, quando capita di incontrarne uno, quasi non si riesce a credere che sia reale.
A partire dallo scenario, l’isola di Capri, un gioiello adagiato su un mare cristallino. Pochi minuti di salita dal porto, e ci si trova al cospetto del J.K. Place, candido sogno dall’eleganza raffinata.

Capri, Marina Grande
 
Una casa-albergo, come ama definirla il general manager Martino Acampora, lontana dal lusso standardizzato dell’hotel di grande catena, con sole 22 camere quasi tutte vista mare. Uno stile sobrio quasi british, dove a dominare sono i toni del bianco e dell’azzurro; tante sale dotate di camino, una fornitissima biblioteca (una meraviglia, per tutti i lettori onnivori come me: grandi volumi di cinema, arte, fotografia, architettura…), piscina, Spa, palestra, tutti confortevolissimi e accoglienti, privi del senso di austera formalità che normalmente accompagna i luoghi elitari.

Hall del J.K. Place Capri

E poi, la vera chicca: il ristorante! Il JKitchen è aperto sia agli ospiti dell’albergo che alla clientela esterna, donando in questo modo anche ai comuni mortali la possibilità di godere di un panorama spettacolare e di una cucina eccellente.
L’artefice della rivoluzione ai fornelli è una nostra vecchia conoscenza, il napoletano Eduardo Estatico, classe 1985, da due stagioni a Capri in veste di Executive Chef.

Eduardo Estatico
 
Dopo aver gustato in terrazza uno degli aperitivi del J.K. Bar, il Bellini JK (preparato con pesche bianche fresche messe a macerare nel vino il giorno prima, poi frullate al momento con prosecco, sciroppo di zucchero e lamponi), il maître Lorenzo Margherita ci ha fatto accomodare ad un tavolo a picco sul mare turchese.

Bellini JK
 
Sebbene il menu includesse piatti per tutti i gusti, di terra e di mare, ci siamo affidati completamente allo chef per un percorso degustativo che rendesse al meglio la sua idea di cucina.
Estatico ha sempre privilegiato la stagionalità, la territorialità e la qualità della materia prima, ed è sempre stato capace di interpretare gli ingredienti al massimo delle loro potenzialità, in qualsiasi contesto abbia lavorato.
Qui l’ampia libertà espressiva lo ha portato a elaborare piatti di grandissimo impatto visivo, dalla complessità di sfumature e dall’impronta fortemente personale.
Una dispensa costruita con attenzione meticolosa (che contempla tanti marchi di pasta, da variare in base al formato), lievito madre accudito con premura, un piccolo orto che fornisce pomodori, melanzane ed erbe aromatiche sono le risorse dalle quali attinge scrupolosamente.
Le proposte per il pranzo e per la cena sono diverse tra loro.

 
I pani della casa sono generosamente assortiti: pane cafone, integrale, con zafferano e cipolle, focaccia con capperi, taralli con mandorle, grissini ai semi di zucca e pure pasta lunga fritta da sgranocchiare a mo’ di snack.

Pani della casa
 
La mia scarsa fantasia mi aveva portata a immaginare che la Mozzarella di bufala in carrozza con zucchine e menta segnata in carta fosse una sorta di sandwich farcito con tutto il companatico elencato; dopo aver provocato le risate dello chef e di tutto lo staff, ho visto invece arrivare una deliziosa sfera di mozzarella fritta appoggiata su un fondo di freschissime zucchine capresi. Meglio questa versione, non c’è che dire!

Mozzarella di bufala in carrozza, zucchine e menta
 
Così come è insolito trovare tra gli starters la voce “Babà caprese”: anche in questo caso, stupore per il sopraggiungere di un babà accompagnato da granita di alici di Cetara, gocce di pomodoro, aria di basilico e mozzarelline fritte, il tutto su crema di mozzarella.

Babà caprese
 
Ispirato all’isola di Capri “La scogliera”: frutti di mare, calamaro crudo, emulsione di prezzemolo, ortaggi (sedano, fiori di zucca, asparagi di mare) ed erbe verdi di stagione, con chips di parmigiano al nero di seppia a ricreare la conchiglia delle cozze.

La Scogliera: frutti di mare, ortaggi ed erbe verdi di stagione
 
La stessa ispirazione caprese ha portato alla realizzazione di un altro piatto, Gamberi di Capri con crema di patate, profumo di limone e olio del Vesuvio.

Gamberi di Capri, crema di patate e profumo di limone
 

La “scuola Marchesi” dello chef (ma il gusto è tutto campano) viene fuori in tutta la sua evidenza nel Risotto mantecato alla Nerano con zucchine e provolone del monaco, nel quale il riso carnaroli è servito con zucchine fritte, fiore di zucchina ripieno di ricotta, fiori di zucchine crudi e aria di basilico.

Risotto mantecato alla Nerano con zucchine e provolone del monaco
 
Il Vitello podolico in casseruola è proposto con salsa “allo scarpariello” e con funghi porcini (primizie non isolane).

Vitello in casseruola con salsa "allo scarpariello"
 
Si arriva quindi ai dessert. Un classico di pasticceria ravvivato da tre salse originali (Charlotte alla pesca, con salse al basilico, al latte di mandorla e zenzero e alla pesca cotta) e un dolce suggerito dalla tradizione partenopea, nello specifico dalla zuppa di latte esibita nella commedia di Eduardo De Filippo “Natale in Casa Cupiello”; per questo impiattamento scenografico, lo chef versa personalmente il caffè dalla macchinetta napoletana nel piatto, davanti al cliente.

Charlotte alla pesca, basilico, latte di mandorla e zenzero
Caffè-Latte!
Post-dessert
 
La nostra giornata al J.K. si è conclusa con un tour delle cucine, dove lo chef ci ha presentato la sua brigata. Mai sottovalutare l’importanza di una buona squadra!


Eduardo Estatico ritiene che il futuro dell’alta ristorazione vada sempre più in direzione della cucina d’albergo; di certo, l’esempio fornito in questa struttura è di grande efficacia.

 
E con l’aliscafo verso Napoli, siamo ritornati alla nostra realtà quotidiana.
A volte, i luoghi da sogno sono più vicini di quanto non si creda.


J.K. Place Capri
Via Provinciale Marina Grande, 225 – Capri, Napoli
tel. 081/8384001



ENGLISH VERSION
There are places so amazing that could hardly be imagined. Then, when it happens to meet one, you can hardly believe it’s real.
Starting from the scenery, the island of Capri, a jewel set on a crystal clear sea. A few minutes uphill from the harbor, and there is the J.K. Place, candid dream of refined elegance.
A house-hotel, as the general manager Martino Acampora likes to call it, away from the standardized luxury of large chain hotels, with only 22 rooms, almost all with sea view. A sober almost british style, with the dominating tones of white and blue; many rooms with a fireplace, a well-stocked library (wonderful, for all omnivorous readers like me: large volumes of film, art, photography, architecture...), swimming pool, spa, gym, all very confortable, with no sense of austere formalities that normally accompanies the elite places.
And then, the real gem: the restaurant! The JKitchen is open to both hotel guests and external clients, giving in this way, even to common people, the chance to enjoy a spectacular view and excellent food.
The author of the revolution in the kitchen is an old friend of ours, the Neapolitan Eduardo Estatico, born in 1985, from two seasons in Capri as Executive Chef.
After enjoying one of the drinks of the J.K. Bar on the terrace, JK Bellini (made with fresh white peaches macerated in wine the day before, then blend at the moment with prosecco, sugar syrup and raspberries), the maître Lorenzo Margherita took us to a table overlooking the turquoise sea. Although the menu included dishes for all tastes, from land and sea, we have relied entirely to the chef for a tasting path which would make the most of his idea of the kitchen.
Estatico has always favored seasonality, territoriality and the quality of the ingredients, and has always been able to interpret the ingredients to their full potential, in any context he has worked.
Here the wide freedom of expression led him to elaborate dishes of great visual impact, with complexity of nuances and highly personal imprint.
A pantry built with meticulous attention (which includes many brands of pasta, to vary according to the size), yeast tended with care, a small vegetable garden that provides tomatoes, eggplants and herbs are the resources from which he draws carefully.
Proposals for lunch and dinner are different.
The homemade breads are generously assorted: peasant bread, wholemeal, with saffron and onions, focaccia with capers, “taralli” with almonds, bread sticks with pumpkin seeds and also fried long pasta to munch as a snack.
My lack of imagination had brought me to imagine that the “Buffalo mozzarella in fried bread slices with courgettes and mint” in the menu was a sort of sandwich stuffed with all the listed relish; after provoking the laughter of the chef and all the staff, I saw instead a delicious fried mozzarella ball resting on a cream of fresh courgettes from Capri. This version was better, no doubt about it!
Just as it is unusual to find among the starters the “Capri Babà”: in this case, I was surprised by the arrival of a babà accompanied by slush of anchovies from Cetara, drops of tomato, basil air and fried little mozzarellas, all on mozzarella cream.
Inspired by the island of Capri “The Cliff”: seafood, raw squid, parsley emulsion, vegetables (celery, courgettes flowers, sea asparagus) and seasonal green herbs, with chips of Parmesan cheese with cuttlefish ink to recreate the shell of the mussels.
The same inspiration led to the creation of Capri Shrimps with potato cream and lemon scent.
The “Marchesi School” of the chef (but the taste is all Campanian) comes out in all its evidence in Nerano style Risotto with courgettes and provolone del monaco cheese, in which the Carnaroli rice is served with fried courgettes, courgettes flower stuffed with cottage cheese, raw courgettes flowers and air of basil.
Veal casserole is proposed with “Scarpariello” sauce and porcini mushrooms (firstlings).
Then comes the dessert. A classic pastry brightened by three original sauces (Peaches Charlotte, basil sauce, almond milk and ginger sauce and cooked peaches sauce) and a dessert suggested by the Neapolitan tradition, specifically from milk soup exhibited in the play by Eduardo De Filippo “Natale in Casa Cupiello”: for this spectacular arrangement, the chef personally pours the coffee from a Neapolitan coffeepot into the dish, in front of the customer.
Our day at J.K. ended with a tour of the kitchen, where the chef introduced us to his brigade. Never underestimate the importance of a good team!
Eduardo Estatico believes that the future of haute cuisine goes more in the direction of the hotel cuisine; of course, the example provided in this structure is very effective.
And with the hydrofoil to Naples, we went back to our daily reality.
Sometimes, dream places are closer than we think.

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