Visualizzazione post con etichetta Paolo Gramaglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paolo Gramaglia. Mostra tutti i post

sabato 18 ottobre 2014

MEDITERRANEAN COOKING CONGRESS, FESTIVAL FRANCIACORTA E LA GRANDE BELLEZZA DEL SANNIO



Quella iniziata il 13 ottobre è stata una settimana ad altissima concentrazione di eventi enogastronomici, tale da costringermi a un ininterrotto tour de force.
Non che ci si lamenti, intendiamoci. Dico sempre che essere blogger dà l’opportunità di vivere esperienze talvolta incomparabili. Di imparare, di conoscere, di scoprire. Di essere testimone del lavoro di tanti bravissimi artigiani, e di poterlo raccontare. Certo, questo comporta disponibilità a frequenti spostamenti, e lunghe ore da trascorrere a scrivere, scaricare foto, assemblare il tutto e pubblicare.
Ma l’ho scelto per passione, e continuo a farlo per lo stesso motivo.
Orbene. Vediamo cosa mi ha lasciato di bello questa serrata sfilza di incontri.
Lunedì 13 c’è stata la prima giornata di lavori del Mediterranean Cooking Congress, kermesse organizzata dalla società By Tourist che ha avuto luogo a bordo di Tirrenia, nel Porto di Napoli, e che ha visto tra i relatori gli chef stellati campani Nino Di Costanzo e Michele Deleo.

 
In particolare, l’ischitano Di Costanzo (Il Mosaico, Terme Manzi Hotel, Casamicciola Terme) ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo di prodotti del territorio nella cucina: nel suo menu non c’è nulla che non sia campano, a parte il cioccolato e le spezie. Inoltre, ha attribuito il 70% del merito della riuscita di un piatto a produttori e artigiani, lasciando alla mano del cuoco solo il 30%.

Vincenzo D'Antonio, Nino Di Costanzo e Michele Deleo
 
Nell’ambito dello stesso evento, in serata c’è stata un’interessante cena a La Caffettiera di Piazza dei Martiri con chef internazionali, tra i quali Paolo Gramaglia (Ristorante President, Pompei) e Vincenzo Guarino (L’Accanto del Grand Hotel Angiolieri, Vico Equense). I loro “Capesante in Autunno” e “Mezze Maniche con Ragù Napoletano di gamberi, asparagi e scaglie di provolone del monaco” sono risultati decisamente convincenti, senza alcuna riserva.

Capesante in Autunno - Paolo Gramaglia (President, Pompei)
Mezze Maniche con Ragù Napoletano di gamberi, asparagi e scaglie di provolone del monaco di Vincenzo Guarino
 
Da segnalare anche il Babà profumato al tè verde con kiwi, bergamotto, pesca, fiori di violetta e fiordaliso, guarnito con crema di tè nero alla mandorla, papavero e peonia rosa, realizzato dal resident chef del locale ospitante, che sancisce l’inizio della collaborazione de La Caffettiera con il tea shop partenopeo Qualcosa di tè.

Babà profumato al tè verde con kiwi, bergamotto, pesca, fiori di violetta e fiordaliso
La sala da tè del Gran Caffè La Caffettiera

Come intermezzo tra i due appuntamenti, ho trovato anche il tempo di fare un salto al Festival Franciacorta al Castel dell’Ovo, manifestazione tornata a Napoli dopo dieci anni, che ha visto la presenza di 25 aziende produttrici. 

 
Tra un assaggio e l’altro, ho avuto anche modo di seguire il seminario “Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi riserve”, tenuto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta, Maria Sarnataro, Vice Presidente Ais Campania, e Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli.
Il termine Franciacorta definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino. I vini Franciacorta sono tra le bollicine italiane più pregiate, prodotti con uve Chardonnay e/o Pinot Nero, ma è consentito anche l’utilizzo del Pinot Bianco. La tipologia Franciacorta Riserva è un millesimato che ha riposato sui lieviti almeno 60 mesi, e rappresenta la massima espressione qualitativa del territorio.
Quattro i vini in degustazione nel corso del seminario: Lantieri de Paratico - Franciacorta Pas Dosé Origines Riserva 2008; Barone Pizzini - Franciacorta Pas Dosé Riserva Bagnadore 2008; Ferghettina - Franciacorta Pas Dosé Riserva 33 2007; Azienda Agricola Fratelli Berlucchi - Franciacorta Brut Riserva Casa delle Colonne 2005. Eleganti ed “estremi”.

Castel dell'Ovo
Seminario Grandi Riserve Franciacorta
 
Successivamente, mercoledì 15 ho preso parte (stavolta insieme a Max) al seminario-degustazione La Grande Bellezza del Sannio presso la Città del Gusto Napoli, che mi ha dato, oltre alla possibilità di assaggiare 9 diverse espressioni della Falanghina del Sannio, anche l’opportunità di vedere per la prima volta dal vivo Marco Sabellico, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso nonché volto noto di Gambero Rosso Channel.

 
La Falanghina è il vitigno bianco campano per eccellenza, diffusissimo nella regione vitivinicola sannita; è estremamente versatile, declinabile dalle bollicine fino al passito.
Ad accompagnare il conduttore Sabellico, Libero Rillo e Nicola Matarazzo, rispettivamente presidente e direttore del Sannio Consorzio Tutela Vini.

Marco Sabellico
 
I vini in degustazione:
Feudi di San Gregorio - Falanghina Spumante Metodo Classico Dubl
Cautiero - Falanghina del Sannio Dop Fois 2013
Cantina di Solopaca - Falanghina del Sannio Dop 2013
Masseria Venditti - Falanghina del Sannio Dop 2013 Vandari
Capolino Perlingieri - Falanghina del Sannio Dop Preta 2013
Fattoria Ciabrelli - Falanghina del Sannio Dop Alexia 2013
Cantina del Taburno - Beneventano Igp Falanghina Cesco dell’Eremo 2013
Vigne Sannite - Falanghina del Sannio Dop 2011
Torre A Oriente - Falanghina del Sannio Dop Vendemmia Tardiva 2011 Biancuzita

Le nove Falanghina del Sannio in degustazione
Sommeliers Fisar
 
In sintesi, le cose belle della settimana: aver assaggiato piatti e vini degni di nota, aver incontrato chef stellati e personaggi che conoscevo solo attraverso la televisione e aver partecipato pure a una vendemmia (qui).
Sono una che si accontenta di poco, che volete.

giovedì 24 luglio 2014

CHEF & PARTY A VILLA CARACCIOLO



Il bel tempo e un panorama da cartolina - il mare piatto, lo sfondo del Vesuvio in lontananza, la monumentale architettura di Palazzo Donn’Anna a impreziosire la visuale - hanno accolto gli ospiti intervenuti all’evento “Chef & Party” che si è svolto lunedì 21 luglio a Villa Caracciolo, nel quartiere partenopeo di Posillipo. 

 
Sette brillanti chef della gastronomia campana si sono alternati ai fornelli in una serata di musica e arte culinaria, all’insegna della difesa delle tradizioni e dell’orgoglio regionale.
Il primo a rompere gli indugi è stato il maestro pizzaiolo Gianfranco Iervolino (recentemente insignito dei Tre Spicchi dalla guida “Pizzerie d’Italia” del Gambero Rosso), che ha stuzzicato l’appetito del pubblico con un aperitivo in terrazza a base di fritti napoletani del ‘600: fiori di zucca panati, montanarine e calzoncini ripieni di ciccioli e ricotta. Da sottolineare l’utilizzo di ingredienti non industriali, dalla ricotta prodotta con latte di raccolta fino alle farine pregiate.

Gianfranco Iervolino

Subito dopo, ha preso il via il servizio ai tavoli all’interno della struttura, aperto dal “Manicaretto di Donnanna” dello chef resident Fabio Ometo: uno sformatino di baccalà con provola di Agerola, patate e zucchine, appoggiato su salsa di pomodoro a specchio e accompagnato da un crostino.

Fabio Ometo - Manicaretto di Donnanna
Gli Ometo's boys

A seguire, “In tre bocconi”, un’idea creativa dello chef Michele Grande de La Bifora e Roof&Sky di Bacoli: in pratica, tre mini panini fatti con tre diversi impasti e differentemente farciti. Il pane al basilico ha accolto una crema di melanzane e un gambero crudo; il pane al nero di seppia ha racchiuso una frittatina di cozze e menta, mentre il pane al pomodoro si è ben sposato con peperoncini verdi e alici fritte. 

Michele Grande
In tre bocconi
 
Lo chef Paolo Gramaglia del ristorante pompeiano President ha coerentemente proposto “Un tuffo dal Vesuvio verso Posillipo”: paccheri con zucchine, vongole e scorfano, una ricetta storica di casa Gramaglia.

Paolo Gramaglia - Un tuffo dal Vesuvio verso Posillipo
Lo staff del ristorante President
 
Gioco e ironia nel piatto di Maurizio De Riggi, chef del Markus di San Paolo Bel Sito: “Non è Milano”, ovvero una cotoletta di calamaro leggermente marinata nel Greco di Tufo e poi cotta nel burro chiarificato, guarnita da misticanza, pomodoro, pancetta e pesto alle mandorle.

Maurizio De Riggi - Non è Milano
 
Un fresco predessert per Ilaria Aulicino, chef de Il Ristorantino Da Ninì di Baia: “La bufala acida”, una composizione fatta con yogurt di bufala autoprodotto, latte di mandorla anch’esso autoprodotto, coulis di albicocche vesuviane, pochissimo zucchero, streusel alle mandorle, pepe del Madagascar.

Ilaria Aulicino - La bufala acida
 
Per finire, la “Melanzanaciok” di Imma Gargiulo del Femmena di Sorrento, personale rivisitazione di un dolce tradizionale della penisola sorrentina, le melanzane al cioccolato. Come tocco innovativo della chef, fiocchi di sale, salsa di prugne rosse, asparago di mare e picciolo di melanzana candito.

Imma Gargiulo
Melanzanaciok
 
Le portate sono state inframmezzate dalle canzoni del ‘600 e ‘700 napoletano eseguite dalla voce e la chitarra di Gianfranco Iervolino, che oltre ad essere pizzaiolo è anche un valente musicista della scuola di Sergio Bruni. 

Gianfranco Iervolino
 
Prodotti di territorio, musica tradizionale e buona cucina: la serata è servita.



Pani del Panificio Malafronte - Gragnano

In abbinamento:
Cloudy cider - Addlestones
Petranera Greco di Tufo Docg - Cantina Le Otto Terre
Nerè Falanghina Campania Igt - Cantina Le Otto Terre
Newtons Vale - Gaymers
Liquori della Distilleria Amato



Villa Caracciolo
Via Posillipo 16/C – Napoli
tel. 081/5757257

martedì 10 giugno 2014

FESTA A VICO 2014 – LE PROMESSE





Un’altra Festa a Vico. Che è sì la famosa kermesse gastronomica a scopo benefico ideata dal superchef Gennaro Esposito, ma, soprattutto nella prima giornata, è proprio una grande festa: per il paese, per la gente, per i tantissimi chef che affollano le strade, che si incontrano tra di loro e con il pubblico e regalano pose, sorrisi e prelibatezze.
Per il secondo anno consecutivo, sono state le quasi cento “Promesse” del mondo gastronomico ad aprire l’edizione 2014, suddivisa in quattro giornate (dall’8 all’11 giugno) aventi come tema “I Maestri”, ovvero un omaggio agli chef noti e meno noti che hanno influenzato le nuove leve della ristorazione italiana. Ma anche un atto d’amore verso tutte le persone importanti della vita che hanno contribuito alla propria formazione, come le mamme e le nonne.
Domenica 8 giugno Vico Equense è stata nuovamente trasformata in un villaggio gastronomico en plein air, con i tantissimi cuochi a occupare negozi, vicoli e portoni e offrire i loro piatti in cambio di un ticket il cui ricavato sostiene le iniziative di varie O.N.L.U.S.
Cuochi che hanno portato a Vico pezzi della propria terra e della loro storia, che hanno attinto alle ricette del passato cercando di dar loro una veste inedita, che hanno cucinato, spiegato, raccontato per ore ed ore.
Noi c’eravamo, per cercare, ancora una volta, di documentare il clima ameno dell’occasione.
Di seguito, parte degli chef presenti:

Salvatore Accietto (Le Tre Arcate, Piano di Sorrento) - Pasta & polpette - Il piatto che non c'è!
Mario Affinita (Don Geppi, Sant'Agnello) - Risotto alle rape rosse e fonduta di provolone del Monaco
Mimmo Alba (Cantina San Teodoro, Napoli) - Panino di caponata e sgombro
Roberto Allocca (Relais Blu, Massa Lubrense) - Cozza ripiena
Giuliano Baldessari (Aqua Crua, Barbarano Vicentino) - Carpaccio
Mirko Balzano (Praia Art Resort, Isola di Capo Rizzuto) - Mortadella, sardella e provola
Marzia Buzzanca (Percorsi di Gusto, L'Aquila) - Maialino al mosto cotto di Montepulciano con confetti di Sulmona, timo e sale rosa
Yelel Cañas (Kiaora, Valencia) - Falso carpaccio affumicato con erbe selvatiche e capperi di montagna
Cristina Conte (Laltrobaffo, Otranto) - Chips di pane con alici e ricotta forte
Giulio Coppola (La Galleria, Gragnano) - Insalatina di trippa con fagioli cannellini e gamberi rossi
Alfonso Crisci (Taverna Vesuviana, San Gennaro Vesuviano) - Croccantino di seppia con julienne di verdura su patata lucida allo zafferano
Gianluca D'Agostino (Veritas, Napoli) - Maccaronare e fagioli, totani e guanciale
Marco Davi (Perbacco, Aprilia) - Infanzia: tonno e cipolla
Dino de Bellis (Salotto Culinario, Roma) - Se me vedesse la pora nonna (pizzaiola spenta)
Domenico De Gregorio (Lo Stuzzichino, S. Agata sui Due Golfi) - Gamberetto di nassa di Crapolla al salto con sale marino integrale artigianale di Trapani
Michele De Martino (Evù, Vietri sul Mare) - #da Nonna Maria a Festa a Vico#
Maurizio De Riggi (Markus, San Paolo Bel Sito) - Spuma di bufala al caffè con marmellata di cipolla cotta sotto cenere al vin cotto
Giovanni De Vivo (Flauto di Pan, Ravello) - Panettone casatiello alla lattuga di mare, con moscardino affogato nei pomodorini del Vesuvio e caviale di tintore di Tramonti
Davide Del Duca (Osteria Fernanda, Roma) - Tartare imbottonata
Franca Di Mauro e Vincenzo Maresca (Il Cellaio di Don Gennaro, Vico Equense) - Zuppetta di fagioli dente di morto di Acerra con cozze e tritura di biscotto di grano
Edi Dottori (Sala della Comitissa, Baschi) - I suoi tre in un mio uno: interpretazione di torta al testo, coniglio sen'osso in porchetta e torta di mele al rosmarino
Eduardo Estatico (JK Place, Capri) - Omaggio ai Portinari: baccalà mantecato/spuma alla puttanesca
Alba Esteve Ruiz (Marzapane, Roma) - Il foie gras vestito d'oriente in vacanza ai tropici!
Guillermo Field Melendez (Profumo Divino, Treiso) - Plin dell'Arbarella, burro di montagna e tartufo nero
Enrico Figliuolo (Campo del Drago, Montalcino) - Spaghetto al pomodoro e basilico, con formaggio di capra e limone
Pietro Fioriniello (La Cucina Italiana, Göteborg) - Sorbetto al limone di Sorrento con uova di salmone
Francesco Fusco (Il Moera, Avella) - Crudo di annerchia irpina, nocciola mortarella, olive nere e topinambur
Imma Gargiulo (Femmena, Sorrento) - Melanzana ciok
Stefano Ghetta (L'Chimpl da Tamion, Vigo di Fassa) - Segale, speck, puzzone e acetosella
Paolo Gramaglia (President, Pompei) - Salvatore, il maestro, ovvero il dentice, la pappa al pomodoro e sorbetto di cipollotto
Alessio Gubello (Pasta d'Elite, Lecce) - Maritati croccanti con polpo verace
Roberto Lepre (Towers Hotel Stabiae Sorrento Coast, Castellammare di Stabia) - Peperonata di rapa, crudo di sarda e maionese agli agrumi
Tony Lo Coco (I Pupi, Bagheria) - Pane e panelle
Gennaro Longobardi (Nonna Giulia, Lettere) - Julienne di seppie all'arancio su cruditè di carciofo
Marco Lucamarini (Il Casolare dei Segreti, Treia) - Maialino arrostito con finocchietto selvatico
Giosuè Maresca (Refood, Sorrento) - Zuppa del passato (ceci, porcini e patate)
Carlo Matarese (Grand Hotel Cocumella, Sant'Agnello) - In viaggio cu' mammà
Amelia Mazzola (La Torre, Massa Lubrense) - Zuppa di cicerchie Serra dei Conti con gamberetti di nassa di Crapolla
Serenella Medone (Al Solito Posto, Bogliasco) - Focaccia ligure, brandacujun e cipolla in agrodolce
Lorenzo Montoro (Osteria Al Paese, Nocera Inferiore) - Il pomodoro
Francesco Nacci (Botrus divinoristorante, Ceglie Messapica) - Insalata di grano pestato, ortaggi di Puglia e gamberi violetti di Gallipoli con olio extravergine e cacioricotta di masseria
Kotaro Noda (Bistrot 64, Roma) - Kobe+Madrid=Roma presa iberica marinata e buccia di verdure saltate in padella
Corrado Parisi (Al Quirinale, Lugano) - Cono al cioccolato e pepe cubebe, finto gelato al foie gras, albicocche caramellate al marsala, amaretti e spuma di latte alla vaniglia
Marco Perez (Master della Cucina Italiana, Creazzo) - Paquoro
Antonio Petrillo (La Corte dei Filangieri, Candida) - Rinforzo azzurro
Antonio Petrone (Pensando A Te, Baronissi) - Bello... Salsiccia, patate e funghi porcini con soffice di provola
Dario Picchiotti (Antica Trattoria di Sacerno, Sacerno di Calderara di Reno) - Polpo alla puttanesca
Vito Piccolo (Next2, Positano) - Schiacciata di patate alle erbe, totano arrostito all'aceto di mele
Lorenzo Principe (Luna Galante, Nocera Superiore) - Nziria dell'Agro
Nicola Russo (Al Primo Piano, Foggia) - Tra terra cuore e mare
Carmine Sedino (Casa Rispoli, Cava de' Tirreni) - Ricordo di pane, tonno e pomodoro
Claudio Sordi (La Piazzetta, Bologna) - La lingua batte dove la patata duole!!
Carlo Spina (La Cantinella, Napoli) - Gambero rosso, marinatura dolce-salata, ricottina di fuscella, grano soffiato e aria di mandorle
Giuseppe Squillante (Ghibli, Sorrento) - Triglia
Cristian Torsiello (Osteria Arbustico, Valva) - Gelato di fagiolini e acciughe
Cristoforo Trapani (Piazzetta Milù, Castellammare di Stabia) - Insalata liquida di riccia, stracciatella di bufala, crudo di scampi, trucioli di pane, acciughe
Paolo Trippini (Trippini, Civitella del Lago) - Farro perlato alla doc di Corbara con salsiccia e salsa di lattuga
Daniele Usai (Il Tino, Roma) - Agnolotti con farina di piselli germinati, mazzancolle e guanciale
Emanuele Vallini (La Carabaccia, Bibbona) - Pralina di fegato magro, nocciola del Piemonte e confettura di cipolla di Certaldo
Carmen Vecchione (Dolciarte, Avellino) - Deliziosa di cassata con riduzione di arance e pistacchi di Bronte
Luciano Villani (La Locanda del Borgo, Telese Terme) - Croccante farcito di baccalà e nero casertano su maionese di alifane
Mauricio Zillo (Rebelot del Pont, Milano) - Anguilla affumicata di Cabras, rafano e piselli
Gennaro Esposito


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...