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martedì 15 ottobre 2013

MARATONA DI PIZZA PER GABRIELE BONCI E FRANCO PEPE



Le braccia, quelle di due grandissimi maestri dell’impasto; la mente, quella di una giornalista eclettica; il luogo d’azione, una pizzeria di Caiazzo nel giorno del suo primo compleanno.
Tanti amici produttori ed ecco: una maratona di pizza no-stop lunga ben dodici ore, da mezzogiorno a mezzanotte. Protagonisti dell’evento, il capitolino Gabriele Bonci, chef, panificatore e pizzaiolo, il padrone di casa Franco Pepe e la giornalista enogastronomica Elisia Menduni, nella cornice del ristorante-pizzeria Pepe in grani. Improvvisazioni culinarie, degustazioni, visite nel territorio e festeggiamenti per una giornata densa e allegra come non mai.

Gabriele Bonci e Franco Pepe
Elisia Menduni

Diversi, diversissimi i maestri Bonci e Pepe, ma accomunati dall’altissima artigianalità e da un profondo rispetto reciproco. Estroverso, imponente, fautore di una pizza fatta di “ferro e fuoco” (la sua scuola è quella della pizza in teglia) il primo; discreto, riservato, interprete della tradizione napoletana il secondo.
Entrambi premiati come “Maestri dell’impasto” dalla guida “Pizzerie d’Italia” del Gambero Rosso per il loro impegno e la ricerca continua in tema di farine, idratazione e lievitazione, hanno fatto della pasta il loro tratto distintivo. Blend di farine macinate a pietra (tra le quali una parte di farina di farro) e idratazione che arriva al 75% per Gabriele Bonci; impasto rigorosamente lavorato a mano, che cambia in base alla temperatura e all’umidità del giorno, per Franco Pepe.
Le differenti tecniche di cottura li hanno portati ad alternarsi al forno: un’ora a testa, per consentire di regolare la temperatura volta per volta (450° per Franco Pepe, intorno ai 300° per Bonci). 

Franco Pepe
Stefano e Franco Pepe
Aglio, olio, peperoncino e alici di Cetara
Margherita Dop con pomodori San Marzano e mozzarella di bufala
Cipolla di Alife, scamorza, fiordilatte e pancetta di maiale casertano
Patate, cipolla di Alife e capocollo di maiale casertano
Scarola, ceci delle colline caiatine e lonzardo di maiale casertano
Zucca, carciofi e salame di maiale casertano
Crema di cipolla caramellata, tonnetto della Costiera, mozzarella di bufala e sedano
Pomodorini gialli, alici di Cetara e capperi
Scarola e salame di maiale casertano
Ripieno con scarole crude

Per quanto riguarda i condimenti, via libera alla fantasia! Tantissimi prodotti di territorio per ciascuno dei due pizzaioli. Ogni ospite aveva diritto a 12 spicchi di pizza – da contrassegnare su un apposito vassoio-conteggiatore in cartone riciclato, ecologico come tutte le stoviglie utilizzate nella giornata – ma le tipologie sfornate dai due maestri sono state molte di più! Se il campano Pepe ha scelto pomodoro San Marzano, maiale di razza casertana, scarola riccia, cipolle di Alife e ceci delle colline caiatine, il laziale Bonci ha optato per guanciale, carciofi, cicoria, pecorino ed erbette selvatiche.

Gabriele Bonci
 
Zucca marinata e ricotta
Carciofi e ricotta salata
Crema di ceci, mortadella, erbette selvatiche e acciughe
Zucca e pancetta
Formaggio montanaro, coppa e cicoria
Patate, guanciale e pecorino

Tra una pizza e l’altra, si potevano spiluccare salumi e formaggi campani e laziali. Sulla terrazza si sono inoltre svolte due degustazioni guidate su abbinamenti insoliti pizza-vino: gli esperimenti con Barolo, Brunello e Pallagrello hanno dimostrato che anche i grandi rossi italiani sono adatti alla pizza!

Degustazione di vino in terrazza
 
Graditissima sperimentazione è stata anche quella che ha visto lo zampino di Angelina Ceriello - sessant’anni di cucina alle spalle -, mitica cuoca del ristorante ‘E curti di Sant’Anastasia (Napoli): il suo pezzo forte, il condimento detto “’O sicchio d’’a munnezza” (fatto con gli avanzi delle festività natalizie: pomodorini, frutta secca, olive nere e capperi) utilizzato come topping per la pizza ha letteralmente fatto furore!!! 

Franco Pepe e Angelina Ceriello
 
Grande libertà per i pizzaioli = piacere puro per i commensali. L’incontro tra scuole diverse non solo è possibile, ma genera risultati incredibili.
Il taglio della torta a mezzanotte, per festeggiare il compleanno di Pepe in grani, ha sancito la fine di una giornata lunghissima ed entusiasmante.
Grazie ai protagonisti Bonci, Menduni e Pepe per averci regalato una maratona strepitosa!



Pepe in Grani
Vico S. Giovanni Battista, 3 – Caiazzo, Caserta
tel. 0823/862718

Le mie incursioni romane da Bonci qui e qui

lunedì 8 ottobre 2012

VENDEMMIAMO LA CATALANESCA



Ma quanto è bello vendemmiare??? Avete mai provato la sensazione di raccogliere grappoli d’uva con le vostre mani direttamente da filari di viti, ammirare il colore degli acini baciati dal sole, sentirne la consistenza piena e soda, annusarne il profumo inebriante?
Aggiungete musica, arte, cibo, auto d’epoca e naturalmente degustazione di buon vino per avere il quadro completo della bella giornata trascorsa sabato 6 ottobre presso l’azienda vitivinicola Cantine Olivella, che ha organizzato l’evento Vendemmiamo la Catalanesca, giunto alla sua quinta edizione.

Ciro Giordano, Cantine Olivella
Angela Giordano, Cantine Olivella
 
I vigneti aziendali si trovano nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, a ridosso del Monte Somma. La Catalanesca, protagonista della vendemmia, è un’uva - introdotta in questo territorio dalla Catalogna, nel XV secolo, da Alfonso I d’Aragona - con la quale Cantine Olivella produce un vino al 100% da vitigno di questa varietà: Katà, il fiore all’occhiello dell’azienda, catalanesca in purezza che racchiude sentori vesuviani.


Gli altri vitigni dell’azienda sono il piedirosso, il caprettone, l’aglianico e l’olivella. Dalla catalanesca deriva anche un elegante passito, VO Passito di Catalanesca IGT pompeiano Bianco.

 
L’accoglienza riservata al pubblico di appassionati giunti qui di buon mattino è stata delle migliori: sorridenti fanciulle in costumi d’epoca aragonese hanno offerto fette di torta per una prima colazione corroborante, in vista delle imminenti fatiche.


Dopo aver indossato T-shirt e guanti protettivi, tutti al lavoro, grandi e piccini! Un raccolto particolarmente fruttuoso, a detta dello staff aziendale, segno evidente di grande divertimento da parte di tutti i partecipanti.

 

Successivamente alla vendemmia, qualche momento dedicato alla musica con i canti del gruppo folcloristico Napoli Extra Comunitaria, ai saluti dei soci di Cantine Olivella e del dottor Carmine Esposito, sindaco del comune di Sant’Anastasia, alla presentazione dell’artista Carla Viparelli (che ha messo qui in mostra alcune delle sue opere ispirate al vulcano) e delle altre aziende che hanno collaborato all’evento: il Pastificio Grania, produttore della pasta artigianale Le Gemme del Vesuvio trafilata al bronzo, utilizzata per i piatti di questa giornata; la Distilleria Amato, che, tra le altre cose, produce grappa da monovitigno catalanesca  (le cui vinacce sono fornite proprio da Cantine Olivella); il Tour Operator Andiamo Fuori, specializzato in creazione e sviluppo di pacchetti turistici con veicoli d’epoca, che per questo appuntamento ha esposto una storica Fiat 500.

Il gruppo Napoli Extra Comunitaria
Carmine Esposito, sindaco di  Sant'Anastasia
L'artista Carla Viparelli
Una delle opere di Carla Viparelli
Le Gemme del Vesuvio
Distilleria Amato
Andiamo Fuori
 
La parte mangereccia è stata affidata alle sapienti mani della mitica Angelina Ceriello del ristorante ‘E Curti di Sant’Anastasia, che ha da poco tagliato il traguardo di 60 anni trascorsi – mirabilmente, aggiungiamo – in cucina! Dopo l’assaggio di bruschette col pomodorino del piennolo dop, olive vesuviane ed altri gustosi prodotti locali, è stato il turno di due piatti simbolo della signora Angelina: Penne rigate con sugo di agnello e “’O sicchie r’a munnezza”, un piatto di recupero tipico del periodo natalizio, che in tempi remoti veniva preparato con i rimasugli del cenone della Vigilia (vedere qui).

Angelina Ceriello
Il sugo d'agnello
 
Il tutto è stato accompagnato dai vini di Cantine Olivella: oltre a Katà, Emblema (Caprettone in purezza Vesuvio DOC Bianco), Vipt (Piedirosso in purezza Vesuvio DOC rosso), Lacrimabianco (Lacryma Christi Bianco DOC) e Lacrimanero (Lacryma Christi Rosso DOC); le degustazioni sono state eseguite con la collaborazione della delegazione AIS Comuni Vesuviani.

La sommelier Liliana Pagano

Avevo già assaporato il Katà in questa occasione e ne ero rimasta affascinata; dopo l’esperienza vignaiola ne sono definitivamente conquistata!



Riferimenti utili:

Cantine Olivella
Via Zazzera, 14 – Sant’Anastasia, Napoli
tel. 081/5311388

Le Gemme del Vesuvio - Grania s.r.l.
Via Padula, 48/50 – Castello di Cisterna, Napoli
tel. 081/8841999

Distilleria Amato
Via Croce Rossa, 108 – San Giuseppe Vesuviano, Napoli
tel. 081/8271754

Andiamo Fuori
Via Mattia Coppola, 42 – Giugliano in Campania, Napoli
tel. 081/8945756

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