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lunedì 15 settembre 2014

RITORNO ALLE ORIGINI PER GIANFRANCO IERVOLINO



Un aggiornamento sul mondo della pizza campana.
Uno dei suoi protagonisti di maggior prestigio, Gianfranco Iervolino, insignito nel 2014 del massimo riconoscimento nonché del premio speciale “Pizza dell’anno” dalla guida “Pizzerie d’Italia” del Gambero Rosso nella categoria Pizza Napoletana per la sua “Crema di cavolfiore” (pizza con code di gamberi, crema di cavolfiore, lardo di Colonnata e scorza di limone sfusato di Amalfi), dal 10 settembre è ritornato nel locale in cui ha già lavorato per ben sette anni, Palazzo Vialdo – Vialdo Cafè di Torre del Greco, che opera come pub, grill, pizzeria, pasticceria e gelateria.

 
Iervolino rientra nell’elegante struttura torrese della famiglia Di Prisco - che festeggia quest’anno il decimo anniversario di attività - ritrovando un laboratorio che aveva contribuito ad allestire (con forno a legna dei maestri artigiani Agliarulo) e uno staff preparato ed efficiente, del quale fa parte il pizzaiolo decano Vincenzo Barone.
Esigente in fatto di materie prime, preferisce utilizzare farine macinate a pietra per gli impasti e semola di grano duro per il piano di lavoro, il che conferisce alle pizze una particolare texture.

Gianfranco Iervolino
 
Un altro dei suoi “marchi di fabbrica” è un leggero pesto, utilizzato talvolta al posto delle foglie di basilico.

Mozzarella di bufala, pomodorini del piennolo e pesto di basilico

La grande attenzione e la ricerca su lievitazione e maturazione hanno fatto sì che Iervolino sia diventato anche docente in corsi per pizzaioli presso scuole prestigiose e presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.
Ma la grande voglia di fare e di sperimentare di questo chef pizzaiolo potrebbe presto condurlo presso nuove sfide: conviene approfittare della sua permanenza torrese, prima che voli via ;-)

Ripieno con scarola, olive nere, capperi e acciughe



Palazzo Vialdo – Vialdo Cafè
Via Nazionale, 981 – Torre del Greco, Napoli
tel. 081/8471624

giovedì 24 luglio 2014

CHEF & PARTY A VILLA CARACCIOLO



Il bel tempo e un panorama da cartolina - il mare piatto, lo sfondo del Vesuvio in lontananza, la monumentale architettura di Palazzo Donn’Anna a impreziosire la visuale - hanno accolto gli ospiti intervenuti all’evento “Chef & Party” che si è svolto lunedì 21 luglio a Villa Caracciolo, nel quartiere partenopeo di Posillipo. 

 
Sette brillanti chef della gastronomia campana si sono alternati ai fornelli in una serata di musica e arte culinaria, all’insegna della difesa delle tradizioni e dell’orgoglio regionale.
Il primo a rompere gli indugi è stato il maestro pizzaiolo Gianfranco Iervolino (recentemente insignito dei Tre Spicchi dalla guida “Pizzerie d’Italia” del Gambero Rosso), che ha stuzzicato l’appetito del pubblico con un aperitivo in terrazza a base di fritti napoletani del ‘600: fiori di zucca panati, montanarine e calzoncini ripieni di ciccioli e ricotta. Da sottolineare l’utilizzo di ingredienti non industriali, dalla ricotta prodotta con latte di raccolta fino alle farine pregiate.

Gianfranco Iervolino

Subito dopo, ha preso il via il servizio ai tavoli all’interno della struttura, aperto dal “Manicaretto di Donnanna” dello chef resident Fabio Ometo: uno sformatino di baccalà con provola di Agerola, patate e zucchine, appoggiato su salsa di pomodoro a specchio e accompagnato da un crostino.

Fabio Ometo - Manicaretto di Donnanna
Gli Ometo's boys

A seguire, “In tre bocconi”, un’idea creativa dello chef Michele Grande de La Bifora e Roof&Sky di Bacoli: in pratica, tre mini panini fatti con tre diversi impasti e differentemente farciti. Il pane al basilico ha accolto una crema di melanzane e un gambero crudo; il pane al nero di seppia ha racchiuso una frittatina di cozze e menta, mentre il pane al pomodoro si è ben sposato con peperoncini verdi e alici fritte. 

Michele Grande
In tre bocconi
 
Lo chef Paolo Gramaglia del ristorante pompeiano President ha coerentemente proposto “Un tuffo dal Vesuvio verso Posillipo”: paccheri con zucchine, vongole e scorfano, una ricetta storica di casa Gramaglia.

Paolo Gramaglia - Un tuffo dal Vesuvio verso Posillipo
Lo staff del ristorante President
 
Gioco e ironia nel piatto di Maurizio De Riggi, chef del Markus di San Paolo Bel Sito: “Non è Milano”, ovvero una cotoletta di calamaro leggermente marinata nel Greco di Tufo e poi cotta nel burro chiarificato, guarnita da misticanza, pomodoro, pancetta e pesto alle mandorle.

Maurizio De Riggi - Non è Milano
 
Un fresco predessert per Ilaria Aulicino, chef de Il Ristorantino Da Ninì di Baia: “La bufala acida”, una composizione fatta con yogurt di bufala autoprodotto, latte di mandorla anch’esso autoprodotto, coulis di albicocche vesuviane, pochissimo zucchero, streusel alle mandorle, pepe del Madagascar.

Ilaria Aulicino - La bufala acida
 
Per finire, la “Melanzanaciok” di Imma Gargiulo del Femmena di Sorrento, personale rivisitazione di un dolce tradizionale della penisola sorrentina, le melanzane al cioccolato. Come tocco innovativo della chef, fiocchi di sale, salsa di prugne rosse, asparago di mare e picciolo di melanzana candito.

Imma Gargiulo
Melanzanaciok
 
Le portate sono state inframmezzate dalle canzoni del ‘600 e ‘700 napoletano eseguite dalla voce e la chitarra di Gianfranco Iervolino, che oltre ad essere pizzaiolo è anche un valente musicista della scuola di Sergio Bruni. 

Gianfranco Iervolino
 
Prodotti di territorio, musica tradizionale e buona cucina: la serata è servita.



Pani del Panificio Malafronte - Gragnano

In abbinamento:
Cloudy cider - Addlestones
Petranera Greco di Tufo Docg - Cantina Le Otto Terre
Nerè Falanghina Campania Igt - Cantina Le Otto Terre
Newtons Vale - Gaymers
Liquori della Distilleria Amato



Villa Caracciolo
Via Posillipo 16/C – Napoli
tel. 081/5757257

giovedì 15 maggio 2014

LE STRADE DELLA MOZZARELLA 2014



È giunto alla settima edizione (la terza per noi di All’assaggio) Le Strade della Mozzarella, il congresso di gastronomia sulla Mozzarella Dop e i prodotti dell’Alimentazione Mediterranea ideato da Barbara Guerra e Albert Sapere e realizzato in collaborazione con il Consorzio per la Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana Dop.
Nuovo lo scenario - il Savoy Beach Hotel di Paestum - e nuovo il format, che ha visto affiancarsi ai laboratori degli chef stellati nella grande Sala Convegni altri contributi di cuochi, pizzaioli e produttori negli Atelier Pasta Mozzarella e Pummarola, Made in Italy e Pizza e lievitati.
Ancora una volta, i protagonisti dell’alta cucina italiana e internazionale hanno dimostrato come sia possibile interpretare e utilizzare un prodotto già eccellente e finito di per sé come la Mozzarella di Bufala Campana Dop, fermo restando che il must assoluto è il suo consumo in purezza.
Noi abbiamo provato a documentare quasi per intero gli avvenimenti della prima giornata di lavori (lunedì 12 maggio), saltellando e scattando a destra e a manca.
L’intervento di apertura è stato affidato a Davide Scabin, il primo a declinare il tema annuale della kermesse cilentana “L’eccezione e la regola”. 

Davide Scabin
 
Tante le questioni affrontate dallo chef piemontese, che, dopo aver manifestato l’urgenza della difesa del made in Italy e la necessità di fare rete, si è soffermato sulle questioni logistiche legate al trasporto e alla conservabilità della mozzarella. Una volta ribadito (la qual cosa non fa mai male) che la mozzarella non va conservata in frigorifero, ha proposto una creazione replicabile anche nelle cucine casalinghe per utilizzarne gli avanzi, abbattendoli e passandoli poi al tritacarne per ricavarne una “pasta” alla quale aggiungere un gelificante e con cui approntare una terrina da farcire a piacere. In questa occasione, sono stati utilizzati come ripieno dei pomodorini confit e del basilico. La terrina affettata può essere servita come amuse bouche insieme a del pan brioche. 

Terrina farcita
 
Come seconda “suggestione”, due idee dessert realizzate con mozzarella fresca priva di sale e messa in infusione per uno-due giorni. Nel primo esempio, in coulis di fragole e succo di limone (e per questo assume una colorazione rosata all’esterno) e nel secondo in latte di mandorla. La presentazione è stile anni Settanta, a mo’ di carpaccio classico, con fettine di fragola, lime grattugiato e piccole meringhe ad accompagnare la mozzarella rosa e con cremolata di caffè e asparagi alla tequila a guarnire le fette di mozzarella al sapore di mandorla.

Carpaccio di mozzarella rosa
Carpaccio di mozzarella alla mandorla
 
Nel terzo ed ultimo piatto, la mozzarella di bufala diventa comprimaria e fa da condimento agli spaghetti al pomodoro. Ma non spaghetti tradizionali, bensì quelli in busta sottovuoto utilizzati anche dagli astronauti durante le loro missioni, ed infatti il nome della ricetta è “Spaghetti Space Pizza Margherita”. Ecco quindi che a una crema di mozzarella si affiancano acciughe, provola affumicata, origano, olio al peperoncino e salsa verde, a far compagnia alla pasta.

Spaghetti Space Pizza Margherita
 
Altrettanto potente (e non solo per la stazza del relatore) il contributo del vicano Antonino Cannavacciuolo

Antonino Cannavacciuolo
 
Alcune riflessioni sullo stato della ristorazione in Italia (del resto, un congresso serve anche a questo), poi via alle presentazioni dei piatti: “Latte e cocco”, un riciclo di mozzarella vecchia di qualche giorno amalgamata con latte di cocco al microonde e successivamente arricchita con lime grattugiato, tartare di tonno, pezzetti di lime, sale e olio, seguito da “Pomodoro”, una laboriosa rivisitazione della pizzaiola a crudo nella quale un concentrato di pomodoro (marinato, frullato, setacciato, addizionato di aria e poi privato della stessa) viene sormontato da scampi crudi, maionese liquida ottenuta dall’acqua di polipo montata, sale a scaglie, germogli di basilico e olio. 

Latte e cocco
Pomodoro
 
Per sancire che la mozzarella di bufala assoluta costituisce piatto a sé, lo chef campano ne ha addentato avidamente una intera!

 
Terzo laboratorio del giorno, quello di Giancarlo Perbellini, nel quale ha mostrato due creazioni in carta nei suoi locali.

Giancarlo Perbellini
 
Una “Mozzarella in carrozza”, nella quale il sandwich-carrozza farcito con acciughe del Cantabrico è servito a parte e la mozzarella utilizzata è freschissima, e una “Pasta e patate” in chiave moderna dove la pasta risottata (cotta prima in acqua e poi passata in un brodo ristretto di bacon) è sovrastata da spuma fredda di mozzarella di bufala (stavolta vecchia di almeno quattro giorni), appoggiata su spuma di patate, e vivacizzata da rafano o wasabi. 

Mozzarella in carrozza
Pasta e patate

Un incontenibile Mauro Uliassi ha dato vita ad un animato show presentando praticamente un intero pranzo. 

Mauro Uliassi
 
Fedele al tema indicato, è “uscito dalle regole” proponendo innanzitutto una composizione con i derivati della mozzarella di bufala (burro, siero e latticello) seguita da un piatto “della zia” in cui ha utilizzato la panna di bufala per condire dei cappelletti con piselli crudi e prosciutto crudo spolverati di Bucarello (formaggio di latte di bufala).

Composizione di derivati della mozzarella
Cappelletti con panna, piselli e prosciutto
 
Come terza portata, un assemblaggio di prodotti a crudo, ovvero filetto di ricciola tagliato sottilmente con salsa alla puttanesca: pomodori del piennolo frullati e setacciati, capperi sott’olio, capperi essiccati, rucola, mozzarella sfogliata al naturale, origano e olio. 

Puttanesca di ricciola
 
Infine, un dessert composto da gelato di Bucarello, polvere di yogurt, polvere di capperi, polline fresco ridotto in sfoglie, arnie create con bicarbonato di calcio, miele profumato al pino, camomilla in polvere e in gel. 

Gelato di Bucarello
 

Ironicamente paradossale è che un oratore tanto prorompente abbia poi sottolineato che in cucina occorre concentrazione e silenzio.
Diametralmente all’opposto il relatore successivo, il serafico Enrico Bartolini

Enrico Bartolini
 
Dopo aver mostrato una serie di video contenenti suoi piatti molto creativi realizzati con la mozzarella di bufala e la sua acqua (non traggano in inganno i nomi: Pasta al pomodoro, Carbonara trasformata e Aglio, olio e peperoncino), ha preparato per la sala delle sardine marinate farcite con mozzarella e pomodori confit, adagiate su un centrifugato di cetriolo, mela verde, colatura di alici e zenzero, condito con sale, olio e altra colatura di alici.

Sardine farcite di mozzarella e pomodori confit

Molto esuberante anche il friulano Emanuele Scarello, che ha presentato una sorta di colazione usando ricotta e latte di bufala arricchiti da cornflakes bagnati in olio e da fragranze fresche chiamata “Muesli di nuances mediterranee con crema di ricotta”, ed ha poi campanilisticamente esaltato uno dei prodotti di punta della sua terra, la patata, componendo un bonbon da pomeriggio. Il nome del piatto è stato deciso attraverso un sondaggio web: “Anche alla bufala piace la patata”. Patata cotta al vapore, mozzarella, polvere di caffè, scorza di limone, maionese di latte di bufala e olio tutti impilati per un bocconcino dai molteplici gusti.

Emanuele Scarello
Muesli di nuances mediterranee con crema di ricotta
Anche alla bufala piace la patata

Ventata internazionale con l’arrivo dell’italo-francese Anthony Genovese

Anthony Genovese
 
La sua composizione “Gnocchi di mozzarella con sgombro e verdurine” è ricca di contrasti: caldo/freddo, cottura/non cottura dello sgombro (dapprima marinato a secco con sale, zucchero di canna e pepe di Sichuan, di seguito lavato con mirin e sake e infine passato in un brodo fatto con le lische del pesce), sapore e consistenza neutre (quelli degli gnocchi di mozzarella, senza sale aggiunto) in opposizione alla dolcezza dei limoni di Amalfi canditi, alla croccantezza delle zucchine crude e al profumo dei fiori.
Un piatto-pagliaccio, parafrasando il nome del suo ristorante romano. 

Gnocchi di mozzarella con sgombro e verdurine
 
Chiusura dolce con Valeria Piccini e il suo gelato di ricotta di bufala abbinato a cetriolo, fragola, borragine e lime in quattro consistenze (sotto forma di sfere, polvere, olio profumato e pezzi canditi). 

Valeria Piccini
Gelato di ricotta di bufala con cetriolo, fragole e lime

Parallelamente al congresso, nella sala adiacente si sono esibiti a turno gli chef Alba Esteve, Marco Martini, Corrado Assenza e Peppe Stanzione, e si è esplorato il mondo dei formaggi con il produttore Manuel Lombardi dell’azienda Le Campestre in collaborazione con l’ONAF.

Alba Esteve
Corrado Assenza
Piatto di Corrado Assenza
Peppe Stanzione
Manuel Lombardi e Alberto Marcomini

In terrazza, il giornalista Tommaso Esposito ha moderato l’Atelier Pizza e lievitati con la pizza fritta di Maria Cacialli, la pizza al forno di Gianfranco Iervolino, il babà di Agostino Iacobucci e il pane e i lievitati di Salvatore La Ragione.

Tommaso Esposito
Gianfranco Iervolino
Agostino Iacobucci
I babà di Agostino Iacobucci
Salvatore La Ragione

Alta cucina, cooking show, artigiani della pizza, prodotti eccellenti: tutto questo nella nostra sudatissima prima giornata de Le Strade della Mozzarella 2014.

Il resoconto delle edizioni precedenti qui:
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