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domenica 23 novembre 2014

IRPINIA 081 – MINESTRE MARITATE A CONFRONTO




È tra i nostri luoghi del cuore. Un rifugio dove sentirsi in pace col mondo, respirare una natura incontaminata e mangiare alla grandissima! Un posto dove tornare mille e più volte, per godere dei cambiamenti del panorama con il trascorrere delle stagioni, e di conseguenza anche di ciò che finisce nei piatti. Il fertile orticello a 30 metri dal ristorante costituisce infatti la dispensa naturale dello chef patròn Francesco Fusco e di sua moglie Diana.
Parliamo de Il Moera, la struttura nella campagna di Avella che con la sua calda accoglienza e la cucina che coniuga abilmente tradizione e creatività coccola i propri ospiti e invoglia a reiterate visite successive.
Approfittando delle verdure tardo-autunnali generosamente offerte dall’orto biologico, i padroni di casa, con la collaborazione della giornalista Laura Gambacorta, venerdì 21 novembre hanno messo in piedi una serata interamente improntata sul tema “minestra maritata”. Un classico della tradizione gastronomica campana, servito spesso e volentieri durante le feste natalizie, che vanta innumerevoli varianti a seconda dell’area territoriale o del gusto personale di chi lo prepara.

Laura Gambacorta e Francesco Fusco
 
Fumante, avvolgente, corposa: un vero comfort food ante litteram.
Francesco l’ha proposta in due versioni, alla napoletana e alla maniera irpina (da qui il titolo della cena, che gioca sulla posizione strategica di Avella, a metà strada tra le province di Napoli e di Avellino). Comune per entrambe la base utilizzata: piccoli germogli e verdure dell’orto di casa (tra cui bietolina, cicoria, borragine, verza), brodo e sfilacci di gallina, soffritto di salame, lardo e muscolo di vitello.

Francesco Fusco
Minestra maritata napoletana

Nella variante irpina, è stato aggiunto del cotechino artigianale prodotto a Trentola Ducenta, che ha regalato all’insieme un gusto più deciso.

Minestra maritata irpina
 
Come già ripetuto in più occasioni, Francesco si destreggia con uguale perizia in tutte le preparazioni, dagli antipasti alla pasta fresca, dalla carne al pesce fino ai dolci. Ecco perché non ci ha sorpreso affatto scoprire che fa anche ottime pizze rustiche. Morbida e gustosa sia quella con scarole, uvetta e pinoli, sia quella con salumi e formaggi.

Pizze rustiche
 
La minestra in entrambe le versioni è stata adoperata anche come fondo di accompagnamento per i Tortellini maritati, dalla sfoglia sottilissima, ingentiliti da fiori eduli.

Tortellini maritati
 
Apprezzatissimo il Baccalà, con minestra ed emulsione al limone. Sapido al punto giusto, tenero e sugoso grazie alla cottura a bassa temperatura, guarnito da una freschissima emulsione di olio, limone e albumina della pelle del baccalà.

Baccalà, minestra ed emulsione al limone
 
I piatti sono stati abbinati ai vini irpini dell’azienda Antichi Coloni, presente con due versioni di aglianico: Vinicius Aglianico Campania Igt 2011 e Natu Maior Aglianico Irpinia Rosso Doc 2008.
Davvero una gran bella scoperta i vini di questa piccola cantina di Raffaele Santoro, una vera chicca. Il Vinicius è particolarmente morbido nella bevuta rispetto ad altri aglianico, mentre il Natu Maior, che oltre alla barrique fa l’affinamento anche in tonneaux di rovere francese, ha un gusto più tendente verso il legno.

Laura Gambacorta e Raffaele Santoro
 
In una giornata di fine autunno non potevano mancare le caldarroste, che con il camino acceso e un buon calice di rosso stanno sempre bene.

Il camino del Moera
Pasquale Pesce con le caldarroste

Il pre-dessert Mousse di ricotta, cialda croccante e spuma di cioccolato è stato opera del padrone di casa, mentre ai dolci ci ha pensato Pasquale Pesce, concittadino di Francesco e titolare della Pasticceria Pesce.

Pre-dessert: Mousse di ricotta, cialda croccante e spuma di cioccolato
 
Sua l’originale Cassata avellana, a base di pan di spagna, ricotta di bufala e nocciole mortarelle, qui proposta in monoporzioni, come anche i mignon (Crostatine con crema pasticcera e corbezzoli del giardino del Moera, e Bignè alle nocciole) e il Panettone artigianale.

Cassata avellana
Pasquale Pesce
Crostatine con crema e corbezzoli
Bignè alle nocciole

Una cena impeccabile nell’esecuzione, accorta nel servizio supervisionato da Diana e dal clima così intimo e ospitale da compensare i quattro gradi centigradi della temperatura esterna!

Diana Fusco
 
Al di là della location bucolica e della naturale propensione dei padroni di casa alla cortesia e al ricevimento, non finiremo mai di sottolineare l’importanza della filiera cortissima, che consente di portare in tavola i prodotti coltivati con le mani amorevoli dei titolari stessi, e della passione autentica e genuina di Francesco per la cucina. Raramente abbiamo riscontrato una tale dedizione, anche in chef più titolati o con esperienze importanti alle spalle. Francesco gestisce l’orto, alleva animali, va a caccia, raccoglie tartufi, prepara da sé i salumi, va in giro alla ricerca di formaggi locali, trascorre ore ed ore ai fornelli, sempre con un entusiasmo invidiabile.
E i prezzi finali per gli ospiti sono molto più che ragionevoli!
Continuate così ragazzi!!!

Pasquale Pesce e Francesco Fusco


Il Moera Ristorante-orto
Via delle Centurie – Avella, Avellino
tel. 081/8252924

Pasticceria Pesce
Via Mons. P. Guerriero, 1 – Avella, Avellino
tel. 081/8251557

Antichi Coloni
Contrada Salici – Paternopoli, Avellino
tel. 347/2563997

venerdì 17 ottobre 2014

VENDEMMIA AL MOERA



Sono un animale metropolitano. Vivo in un quartiere commerciale della terza città d’Italia, e la mia quotidianità è caratterizzata prevalentemente da lunghe ore trascorse davanti al pc, appuntamenti da incastrare e autobus da inseguire.
Non ho alcun tipo di contatto con la natura (salvo l’incontro con qualche aiuola spelacchiata nel rione e la visione di un paio di pini dalla finestra di casa), e, pur avendo una madre appassionata di giardinaggio, ho il pollice talmente nero da non riuscire a far sopravvivere neanche una pianta grassa.
Capirete perciò che quando mi capitano occasioni bucoliche, è per me una manna dal cielo!
A salvarmi dal mio abbrutimento cittadino è stato l’invito di Francesco Fusco a partecipare alla vendemmia de Il Moera, ad Avella.
Il casale-ristorante è completamente circondato dal verde, con piante ed alberi a perdita d’occhio.
Lo scenario muta con il trascorrere delle stagioni: niente più girasoli fioriti e ortaggi colorati di questi tempi quindi, ma in compenso tanta verdura a foglia nell’orto e una copiosa distesa d’uva matura sui filari, pronta per la raccolta.


Uno spettacolo inebriante per una dimorante urbana come me, talmente esaltante da spingermi a girovagare tra vigna e giardino con il naso per aria e la testa tra le nuvole, mentre tutt’intorno gli altri lavoravano senza sosta, tagliando e ammucchiando grappoli di aglianico nelle cassette. Però ho fatto le foto, eh!

La giornalista enogastronomica Laura Gambacorta
Diana Fusco e Laura Gambacorta
 
E così… Così alla mia veneranda età mi sono ritrovata ad emozionarmi dinnanzi ad alberi di melograno, ammirando la rotondità e la pienezza dei pomi; a incuriosirmi di frutti quasi caduti nell’oblio come le giuggiole e ad assaporarli con l’avidità di chi fa nuove scoperte; ad assaggiare delizie tropicali come la feijoa, e a divertirmi a cercare similitudini con altri sapori conosciuti (pera? kiwi?).

Melograno
Le giuggiole
Feijoa e giuggiola

Per non parlare della tenerezza suscitata dai due cuccioli di casa Fusco! Il quattrenne Giuseppe aveva giustamente voluto saltare la scuola per partecipare alla vendemmia. È stata una gioia osservarlo mentre scorazzava felice con il suo secchio carico, o durante la diraspatura, e perfino alla guida del trattore!!! Momenti di piacere appannaggio esclusivo dei piccoli cresciuti in ambito agreste (invidia purissima).
E che dire del fratellino Gianluigi, che a due anni se ne va a passeggio sui prati con un tosaerba giocattolo, mentre i miei concittadini della sua età sono perennemente attaccati alle diavolerie elettroniche??? 

La diraspatura
Francesco Fusco

Le fatiche del raccolto (degli altri, ma questo è secondario) sono state ricompensate dal pranzo in giardino, la cui portata principale è stato il ragù di Francesco, cotto a fiamma bassissima per cinque ore. E poi, salumi, ricotta freschissima, insalata di erbe spontanee, papaccelle… trionfo del territorio!

La pasta al ragù
 
Non sono mancati neanche i dolci. Ad approvvigionarci, Pasquale Pesce, titolare della pasticceria omonima di Avella che, pure lui in linea con i prodotti del territorio, ha portato due delle sue specialità: la Millefoglie con crema alle nocciole e la Cassata avellana, a base di pan di spagna, ricotta e nocciole mortarelle.

Pasquale Pesce
Millefoglie
Millefoglie con crema alle nocciole (interno)
Cassata avellana

Il risultato della giornata è stato un raccolto di quasi 700 chili d’uva. Per me, aria, sole, verde, buon cibo e ottima compagnia.
No, non vi dirò che oltre a bighellonare sono stata per ore a spupazzare i cani, e non vi dirò neanche che ho avuto in dono una bellissima zucca… Sono un animale metropolitano, io.



Il Moera Ristorante-orto
Via delle Centurie – Avella, Avellino
tel. 081/8252924

Pasticceria Pesce
Via Mons. P. Guerriero, 1 – Avella, Avellino

martedì 2 settembre 2014

IL MOERA DI AVELLA: DA LOCANDA A RISTORANTE-ORTO



Se quella dei ristoranti con orto annesso sembra essere una moda globale scoppiata sulla scia di esempi illustri, è pur vero che ci sono realtà da sempre naturalmente vocate all’autoproduzione, all’utilizzo di ingredienti che seguono il ritmo di vita della natura e alla salvaguardia del territorio in cui sono inserite.
La svolta de Il Moera, lungi dall’essere una mera imitazione delle tendenze del momento, è il risultato di un percorso già intrapreso da tempo. A partire da questo finale di stagione estiva infatti, ci sono alcune novità riguardanti il ristorante di Avella guidato dallo chef patròn Francesco Fusco e sua moglie Diana.

Francesco Fusco
 
Nuovo nome, da Locanda a Ristorante-Orto; nuovo logo, che si rifà all’antico popolo greco, i Moera, fondatore del primo nucleo abitato di Avella, ma con il tocco green della vanga; nuovo orto (frutto di mesi di appassionato lavoro), visitabile dai clienti, in grado di provvedere quasi completamente all’intero fabbisogno del ristorante, e nuovo menu - dedicato ai piatti della tradizione e, ovviamente, ai prodotti dell’orto - che va ad affiancare quello dei piatti più creativi.
Una garanzia di freschezza, genuinità e rispetto della stagionalità raramente riscontrabile altrove.
Il nuovo progetto è stato presentato in anteprima alla stampa enogastronomica domenica 31 agosto, in una splendida giornata di sole che ha visto il combinarsi di natura, cultura e buona cucina.
L’occasione ha fornito l’opportunità per una visita guidata all’anfiteatro romano di Avella in compagnia della dottoressa Ida Gennarelli, responsabile dell’Ufficio Archeologico di Avella, e del sindaco Domenico Biancardi.
L’Anfiteatro, che si appoggia alle mura orientali della città di Avella, è tra i più antichi della Campania, simile per dimensioni a quello di Pompei. 

Anfiteatro romano di Avella
 
Al ristorante siamo stati accolti da una splendida tavolata all’aperto imbandita con tanta coloratissima frutta e verdura, che nella composizione ricordava lo stile manieristico di Arcimboldo!


Merito di un orto didattico curatissimo, dalla denominazione fiscale Azienda Agricola delle Centurie.

Francesco, Giuseppe e Diana Fusco

Un aperitivo “verde” preparato con ingredienti praticamente a centimetro zero ha predisposto al meglio lo stomaco per il pranzo successivo: Fiori di zucchine fritti in pastella, zucchine alla scapece (precedentemente essiccate al sole prima di essere fritte) e arancino di melanzane su passata di corbarino e scaglie di cioccolato fondente. 

Fiori di zucchine fritti
Zucchine alla scapece
Arancino di melanzane, passata di corbarino e cioccolato fondente

Per questa circostanza, lo chef Francesco Fusco è stato aiutato ai fornelli dal nipote Matteo De Masi, ex concorrente della prima edizione italiana della trasmissione televisiva Junior MasterChef.

Francesco Fusco e Matteo De Masi
  
Dalla loro cucina sono venuti fuori tanti piatti curatissimi, dai sapori autentici e dalla provenienza ultrasicura!
In apertura, Vellutata di cavolfiore, mallone montorese e scampo croccante. Il mallone è un tipico piatto tradizionale di Montoro (come ci ha spiegato la sempre sorridente Diana, che è originaria proprio di quella zona), preparato con verdure miste, patate ed erbe spontanee.

Vellutata di cavolfiore, mallone montorese e scampo croccante
 
A seguire, il trittico composto da Flan di zucca e spuma di parmigiano, Parmigiana bianca di melanzane con salsicetta e Caso moscio (formaggio di latte di pecora, di produzione locale) con pesto di aglio orsino e pane affumicato.

Flan di zucca e spuma di parmigiano; Parmigiana bianca di melanzane; 
Caso moscio, aglio orsino e pane affumicato

Come primo, Ravioli di patate e provola, baccalà e polvere di olive nere (provenienti dagli ulivi circostanti) essiccate al forno.

Ravioli di patate e provola, baccalà e polvere di olive nere
 
Un riuscito connubio di temperature e consistenze quello trovato nel Galletto ruspante, crema di patate al limone e papaccelle arrostite, volutamente servite meno calde rispetto al pollastro.

Galletto ruspante, crema di patate al limone e papaccelle
 
Francesco Fusco ha inoltre servito Capicollo e Lonza di maiale preparati con le sue mani.

Capicollo e pecorino
Lonza di maiale

Tutto il pasto è stato accompagnato dai panini caldi della casa, alla cipolla e al finocchietto.
La Cialda di frolla con crema all’amaretto, fichi freschi e frutta secca e le mini capresine conclusive confermano quanto lo chef padroneggi con abilità anche l’arte pasticcera.

Cialda di frolla con crema all’amaretto, fichi freschi e frutta secca
Capresine
 
Ambiente accogliente, menu dai prezzi contenuti (si parte da 35 euro) e la certezza di conoscere ciò che si mangia: ben ritrovati al Moera!



Il Moera Ristorante-orto
Via delle Centurie – Avella, Avellino
tel. 081/8252924

La nostra precedente visita a Il Moera: http://allassaggio.blogspot.it/2013/11/locanda-il-moera.html
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