mercoledì 22 ottobre 2014

LA GALLERIA A GRAGNANO



In una domenica d’ottobre assolata come non mai, siamo andati a scoprire la nuova location del ristorante La Galleria di Gragnano, insieme a un piccolo (ed agguerrito!) gruppo di rappresentanti della stampa partenopea.
Il locale del trentenne Giulio Coppola da fine agosto si è infatti trasferito dalla Galleria Garofalo alla più centrale Piazza Aubry, rinnovando al contempo il look e le proposte.

Giulio Coppola
La Galleria, interno

Al fianco dello chef patròn c’è sempre la fidata compagna Camilla, vero valore aggiunto in sala, con le sue preziose indicazioni acquisite grazie alla formazione da cuoca e alla provenienza da una famiglia di macellai.
In questa occasione, la coppia non si è di certo risparmiata, offrendo un abbondante campionario dei piatti presenti in carta.
A partire da una carrellata de “I nostri sfizi”, piccoli capolavori golosi in formato finger da mangiare rigorosamente con le mani: Seppia cruda e cotta con crocchetta di ceci; Baccalà, verza, limone e caviale; Pasta e fagioli con astice; Pennone con salsa di pomodoro e ricotta; Frittatina di pasta, crocchè di patate, polenta fritta e polpettina di melanzane.

I nostri sfizi
 
A seguire, altre sfizioserie gustose da divorare in un boccone: Frittelline di alghe di mare e gamberi gobbetto.

Gamberi gobbetto e frittelle di alghe
 
Il percorso è proseguito poi con tanti assaggi. Il Polpo cotto in casseruola con verdurine cubettate d’accompagnamento ha evidenziato una preparazione magistrale (il rischio del cefalopode gommoso è sempre in agguato!) e una presentazione insolita, con la pasta croccante a racchiudere il tegame.

Polpo cotto in casseruola e verdurine croccanti
 
Di reminiscenze familiari l’Uovo in purgatorio con tartufo bianco, piatto della zia di Giulio con cipolle in abbondanza; a detta di uno dei nostri eminenti accompagnatori, l’assenza di pomodoro farebbe pensare più ad un “uovo a sciusciello”.

Uovo in purgatorio con tartufo bianco
 
Da applauso la Pasta e patate con provola e salsa di riccio: pasta mista artigianale di Gragnano (e non poteva essere altrimenti), patate cotte con brodo e scorze di formaggio, e riccio di mare frullato a dare la spinta iodata.

Pasta e patate con provola e salsa di riccio
 
Ancora pasta per due mini assaggi di piatti solitamente proposti come unici: l’UNICO con genovese (Candele con classico sugo alla genovese) e l’UNICO con ragù, con le sue brave braciolette di complemento.

UNICO con genovese
UNICO con ragù
 
Come secondo, un delicato Rombo chiodato con millefoglie di patate.

Rombo chiodato con millefoglie di patate

Un cospicuo assortimento di formaggi e il Pata Negra tagliato al coltello dall’efficiente Camilla hanno concluso la parte salata del nostro pranzo.

Carrello dei formaggi
Pata Negra

E qui, si è aperto un altro capitolo notevole: quello dei dolci! Lo chef se la cava bene anche con l’arte pasticcera.
Come omaggio stagionale, ci sono state servite dapprima delle caldarroste, seguite da dessert (Bruschetta di nocciole con pistacchio e caffè) e piccola pasticceria.

Caldarroste
Bruschetta di nocciole con pistacchio e caffè

Relativamente a quest’ultima, più che piccola, oserei dire luculliana!
Cornetti e brioches mignon, graffette, mini millefoglie, torrone, marrons glacés, e ancora una ricca selezione di cioccolato… un vero tripudio di dolcezza!

Piccola pasticceria e selezione di cioccolato
Graffette e mini millefoglie
 
La carta dei vini, in aggiornamento, denota una scelta oculata di etichette e di distillati. Inoltre la cantina è molto bella da visitare.
Una cucina di territorio in chiave moderna quella di Coppola, che ha lavorato a Villa Crespi con Antonino Cannavacciuolo e a lui deve l’impronta della sua arte culinaria.
Qui a la Galleria tutto è preparato al momento, per cui i tempi di pasteggiamento sono più slow che fast.
I menu degustazione partono da 25 euro: e qui, dovrebbe scattare la corsa a Gragnano!

Giulio e Camilla


La Galleria
Piazza Aubry, 8 – Gragnano, Napoli
tel. 081/8733029

sabato 18 ottobre 2014

MEDITERRANEAN COOKING CONGRESS, FESTIVAL FRANCIACORTA E LA GRANDE BELLEZZA DEL SANNIO



Quella iniziata il 13 ottobre è stata una settimana ad altissima concentrazione di eventi enogastronomici, tale da costringermi a un ininterrotto tour de force.
Non che ci si lamenti, intendiamoci. Dico sempre che essere blogger dà l’opportunità di vivere esperienze talvolta incomparabili. Di imparare, di conoscere, di scoprire. Di essere testimone del lavoro di tanti bravissimi artigiani, e di poterlo raccontare. Certo, questo comporta disponibilità a frequenti spostamenti, e lunghe ore da trascorrere a scrivere, scaricare foto, assemblare il tutto e pubblicare.
Ma l’ho scelto per passione, e continuo a farlo per lo stesso motivo.
Orbene. Vediamo cosa mi ha lasciato di bello questa serrata sfilza di incontri.
Lunedì 13 c’è stata la prima giornata di lavori del Mediterranean Cooking Congress, kermesse organizzata dalla società By Tourist che ha avuto luogo a bordo di Tirrenia, nel Porto di Napoli, e che ha visto tra i relatori gli chef stellati campani Nino Di Costanzo e Michele Deleo.

 
In particolare, l’ischitano Di Costanzo (Il Mosaico, Terme Manzi Hotel, Casamicciola Terme) ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo di prodotti del territorio nella cucina: nel suo menu non c’è nulla che non sia campano, a parte il cioccolato e le spezie. Inoltre, ha attribuito il 70% del merito della riuscita di un piatto a produttori e artigiani, lasciando alla mano del cuoco solo il 30%.

Vincenzo D'Antonio, Nino Di Costanzo e Michele Deleo
 
Nell’ambito dello stesso evento, in serata c’è stata un’interessante cena a La Caffettiera di Piazza dei Martiri con chef internazionali, tra i quali Paolo Gramaglia (Ristorante President, Pompei) e Vincenzo Guarino (L’Accanto del Grand Hotel Angiolieri, Vico Equense). I loro “Capesante in Autunno” e “Mezze Maniche con Ragù Napoletano di gamberi, asparagi e scaglie di provolone del monaco” sono risultati decisamente convincenti, senza alcuna riserva.

Capesante in Autunno - Paolo Gramaglia (President, Pompei)
Mezze Maniche con Ragù Napoletano di gamberi, asparagi e scaglie di provolone del monaco di Vincenzo Guarino
 
Da segnalare anche il Babà profumato al tè verde con kiwi, bergamotto, pesca, fiori di violetta e fiordaliso, guarnito con crema di tè nero alla mandorla, papavero e peonia rosa, realizzato dal resident chef del locale ospitante, che sancisce l’inizio della collaborazione de La Caffettiera con il tea shop partenopeo Qualcosa di tè.

Babà profumato al tè verde con kiwi, bergamotto, pesca, fiori di violetta e fiordaliso
La sala da tè del Gran Caffè La Caffettiera

Come intermezzo tra i due appuntamenti, ho trovato anche il tempo di fare un salto al Festival Franciacorta al Castel dell’Ovo, manifestazione tornata a Napoli dopo dieci anni, che ha visto la presenza di 25 aziende produttrici. 

 
Tra un assaggio e l’altro, ho avuto anche modo di seguire il seminario “Franciacorta: il valore del tempo. Le grandi riserve”, tenuto da Silvano Brescianini, Vice Presidente del Consorzio Franciacorta, Maria Sarnataro, Vice Presidente Ais Campania, e Tommaso Luongo, Delegato Ais Napoli.
Il termine Franciacorta definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino. I vini Franciacorta sono tra le bollicine italiane più pregiate, prodotti con uve Chardonnay e/o Pinot Nero, ma è consentito anche l’utilizzo del Pinot Bianco. La tipologia Franciacorta Riserva è un millesimato che ha riposato sui lieviti almeno 60 mesi, e rappresenta la massima espressione qualitativa del territorio.
Quattro i vini in degustazione nel corso del seminario: Lantieri de Paratico - Franciacorta Pas Dosé Origines Riserva 2008; Barone Pizzini - Franciacorta Pas Dosé Riserva Bagnadore 2008; Ferghettina - Franciacorta Pas Dosé Riserva 33 2007; Azienda Agricola Fratelli Berlucchi - Franciacorta Brut Riserva Casa delle Colonne 2005. Eleganti ed “estremi”.

Castel dell'Ovo
Seminario Grandi Riserve Franciacorta
 
Successivamente, mercoledì 15 ho preso parte (stavolta insieme a Max) al seminario-degustazione La Grande Bellezza del Sannio presso la Città del Gusto Napoli, che mi ha dato, oltre alla possibilità di assaggiare 9 diverse espressioni della Falanghina del Sannio, anche l’opportunità di vedere per la prima volta dal vivo Marco Sabellico, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso nonché volto noto di Gambero Rosso Channel.

 
La Falanghina è il vitigno bianco campano per eccellenza, diffusissimo nella regione vitivinicola sannita; è estremamente versatile, declinabile dalle bollicine fino al passito.
Ad accompagnare il conduttore Sabellico, Libero Rillo e Nicola Matarazzo, rispettivamente presidente e direttore del Sannio Consorzio Tutela Vini.

Marco Sabellico
 
I vini in degustazione:
Feudi di San Gregorio - Falanghina Spumante Metodo Classico Dubl
Cautiero - Falanghina del Sannio Dop Fois 2013
Cantina di Solopaca - Falanghina del Sannio Dop 2013
Masseria Venditti - Falanghina del Sannio Dop 2013 Vandari
Capolino Perlingieri - Falanghina del Sannio Dop Preta 2013
Fattoria Ciabrelli - Falanghina del Sannio Dop Alexia 2013
Cantina del Taburno - Beneventano Igp Falanghina Cesco dell’Eremo 2013
Vigne Sannite - Falanghina del Sannio Dop 2011
Torre A Oriente - Falanghina del Sannio Dop Vendemmia Tardiva 2011 Biancuzita

Le nove Falanghina del Sannio in degustazione
Sommeliers Fisar
 
In sintesi, le cose belle della settimana: aver assaggiato piatti e vini degni di nota, aver incontrato chef stellati e personaggi che conoscevo solo attraverso la televisione e aver partecipato pure a una vendemmia (qui).
Sono una che si accontenta di poco, che volete.

venerdì 17 ottobre 2014

VENDEMMIA AL MOERA



Sono un animale metropolitano. Vivo in un quartiere commerciale della terza città d’Italia, e la mia quotidianità è caratterizzata prevalentemente da lunghe ore trascorse davanti al pc, appuntamenti da incastrare e autobus da inseguire.
Non ho alcun tipo di contatto con la natura (salvo l’incontro con qualche aiuola spelacchiata nel rione e la visione di un paio di pini dalla finestra di casa), e, pur avendo una madre appassionata di giardinaggio, ho il pollice talmente nero da non riuscire a far sopravvivere neanche una pianta grassa.
Capirete perciò che quando mi capitano occasioni bucoliche, è per me una manna dal cielo!
A salvarmi dal mio abbrutimento cittadino è stato l’invito di Francesco Fusco a partecipare alla vendemmia de Il Moera, ad Avella.
Il casale-ristorante è completamente circondato dal verde, con piante ed alberi a perdita d’occhio.
Lo scenario muta con il trascorrere delle stagioni: niente più girasoli fioriti e ortaggi colorati di questi tempi quindi, ma in compenso tanta verdura a foglia nell’orto e una copiosa distesa d’uva matura sui filari, pronta per la raccolta.


Uno spettacolo inebriante per una dimorante urbana come me, talmente esaltante da spingermi a girovagare tra vigna e giardino con il naso per aria e la testa tra le nuvole, mentre tutt’intorno gli altri lavoravano senza sosta, tagliando e ammucchiando grappoli di aglianico nelle cassette. Però ho fatto le foto, eh!

La giornalista enogastronomica Laura Gambacorta
Diana Fusco e Laura Gambacorta
 
E così… Così alla mia veneranda età mi sono ritrovata ad emozionarmi dinnanzi ad alberi di melograno, ammirando la rotondità e la pienezza dei pomi; a incuriosirmi di frutti quasi caduti nell’oblio come le giuggiole e ad assaporarli con l’avidità di chi fa nuove scoperte; ad assaggiare delizie tropicali come la feijoa, e a divertirmi a cercare similitudini con altri sapori conosciuti (pera? kiwi?).

Melograno
Le giuggiole
Feijoa e giuggiola

Per non parlare della tenerezza suscitata dai due cuccioli di casa Fusco! Il quattrenne Giuseppe aveva giustamente voluto saltare la scuola per partecipare alla vendemmia. È stata una gioia osservarlo mentre scorazzava felice con il suo secchio carico, o durante la diraspatura, e perfino alla guida del trattore!!! Momenti di piacere appannaggio esclusivo dei piccoli cresciuti in ambito agreste (invidia purissima).
E che dire del fratellino Gianluigi, che a due anni se ne va a passeggio sui prati con un tosaerba giocattolo, mentre i miei concittadini della sua età sono perennemente attaccati alle diavolerie elettroniche??? 

La diraspatura
Francesco Fusco

Le fatiche del raccolto (degli altri, ma questo è secondario) sono state ricompensate dal pranzo in giardino, la cui portata principale è stato il ragù di Francesco, cotto a fiamma bassissima per cinque ore. E poi, salumi, ricotta freschissima, insalata di erbe spontanee, papaccelle… trionfo del territorio!

La pasta al ragù
 
Non sono mancati neanche i dolci. Ad approvvigionarci, Pasquale Pesce, titolare della pasticceria omonima di Avella che, pure lui in linea con i prodotti del territorio, ha portato due delle sue specialità: la Millefoglie con crema alle nocciole e la Cassata avellana, a base di pan di spagna, ricotta e nocciole mortarelle.

Pasquale Pesce
Millefoglie
Millefoglie con crema alle nocciole (interno)
Cassata avellana

Il risultato della giornata è stato un raccolto di quasi 700 chili d’uva. Per me, aria, sole, verde, buon cibo e ottima compagnia.
No, non vi dirò che oltre a bighellonare sono stata per ore a spupazzare i cani, e non vi dirò neanche che ho avuto in dono una bellissima zucca… Sono un animale metropolitano, io.



Il Moera Ristorante-orto
Via delle Centurie – Avella, Avellino
tel. 081/8252924

Pasticceria Pesce
Via Mons. P. Guerriero, 1 – Avella, Avellino
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