sabato 19 novembre 2011

GUIDA PASTICCERI & PASTICCERIE


Novembre è tradizionalmente il mese in cui c’è il lancio di tutte le guide enogastronomiche per l’anno a venire. Nei giorni scorsi è stata presentata una novità editoriale: la guida del Gambero Rosso dedicata a Pasticceri & Pasticcerie.
E con sommo piacere ho scoperto che alcuni dei mie beniamini hanno conquistato posizioni davvero rilevanti!
La valutazione della guida è espressa in centesimi e in torte, che rappresentano il grado di eccellenza (3 è il massimo). Pasquale Marigliano è al top tra i pasticceri italiani con 91 punti e 3 torte; Gennaro Volpe e Salvatore De Riso sono piazzati benissimo con 2 torte (rispettivamente, con 87 e 86 punti). Altra pasticceria campana in classifica è L’Orchidea di Montesano sulla Marcellana (Salerno), con 90 punti e 3 torte… è l’unica che mi manca, credo proprio che dovrò provarla!
Pasquale Marigliano ha ricevuto anche il premio speciale per il Miglior Packaging; non vorrei essere autoreferenziale e dire che io lo avevo detto… ma io lo avevo detto (vedere qui)! :-D
Ed eccovi alcuni esempi di pasticceria mignon realizzata da Pasquale Marigliano e Gennaro Volpe:

Mignon di Pasquale Marigliano
Mignon di Gennaro Volpe

giovedì 17 novembre 2011

LA FAMIGLIA FISCHETTI ALLA CITTÀ DEL GUSTO DI NAPOLI

Come ogni “buona forchetta” che si rispetti, amo cucinare, oltre che assaggiare.
Così quando ho appreso che martedì 15 novembre a Napoli ci sarebbe stata una lezione di cucina tenuta dalla famiglia Fischetti del ristorante Oasis di Vallesaccarda (in provincia di Avellino) mi ci sono fiondata! Non sono mica molte le occasioni per mettersi ai fornelli sotto la guida di una chef insignita della prestigiosa stella Michelin!
E quindi eccomi catapultata nelle cucine della Città del Gusto, armata di grembiule d’ordinanza, a spadellare seguendo le direttive di Lina Fischetti. La chef è stata infaticabile e prodiga di spiegazioni, ed ha controllato personalmente il risultato del lavoro di noi allievi, dispensando consigli e suggerimenti.
Suo fratello Puccio ha contribuito a vivacizzare la lezione con delucidazioni sulla realizzazione dei piatti proposti dal loro ristorante, sulla scelta delle materie prime utilizzate, e con racconti di vita familiare (ho trovato bellissima la narrazione di come sua madre prepari ancora i pomodori secchi lasciandoli essiccare al sole).
Per la preparazione dei piatti presentati in questa serata, i due Fischetti hanno portato alcuni prodotti tipici direttamente dal loro territorio, l’Irpinia: burrino campano, pane artigianale, erbe aromatiche fresche, nocciole avellinesi.
La loro è una cucina semplice, basata soprattutto sulla qualità degli ingredienti; i piatti che ne risultano sono squisiti, ricchi di sapore e molto equilibrati.
Nello specifico, il Menu d’autore proposto dai Fischetti per l’appuntamento “A cena con lo chef” è stato composto da: Vellutata di zucca napoletana con pralina di formaggi e mandorle con polvere di liquirizia; Lasagnette con broccoli, pomodori secchi, alici di Menaica e burrino campano; Costolette di agnello, molliche di pane ed erbe aromatiche; Ricotta mantecata agli agrumi con frolla di nocciole avellinesi.
L’esperienza globale (corso e degustazione) è stata davvero splendida; mi sa tanto che mi toccherà andare a trovare i Fischetti a Vallesaccarda per gustare il resto delle loro proposte!

Vellutata di zucca con pralina di formaggi e mandorle con polvere di liquirizia, realizzata dalla chef Lina
Gli ingredienti  per la Lasagnetta
La mia versione della Lasagnetta!
Puccio e Lina Fischetti
Lina Fischetti ai fornelli
Costoletta di agnello, con panatura di molliche di pane ed erbe aromatiche, preparata dalla chef
La chef Lina guarnisce i dessert
Ricotta mantecata agli agrumi con frolla di nocciole avellinesi

domenica 13 novembre 2011

FEUDI DI SAN GREGORIO WINE TOUR


Nell’excursus enogastronomico del blog mancava ancora la parte “eno”. Ebbene, è giunto il momento di ovviare a questa assenza.
Ho la fortuna di abitare in Campania, terra di grandi vini; ognuna delle cinque province campane ha i suoi vitigni autoctoni, pertanto l’offerta vinicola è copiosa e variegata.
Il nostro percorso enologico parte dalla verde Irpinia, territorio ricco di vigneti.
Ho voluto iniziare da un’azienda prestigiosa, che festeggia quest’anno i 25 anni di attività e che ha ottenuto il riconoscimento di Azienda Vitivinicola dell’anno 2011 dall’Associazione Italiana SommelierBibenda & Duemilavini: si tratta di Feudi di San Gregorio.
E’ stata la mia prima visita di una cantina, e ne sono rimasta affascinata e impressionata. Ho gironzolato, un po’ infreddolita a causa della temperatura, tra le barriques di diversa tostatura e le grandi botti dei rossi, e poi tra le bottiglie in cui avveniva la rifermentazione dello spumante metodo classico (adoro le bollicine!).
Lo stesso spumante di Greco (servito bello ghiacciato) ho voluto prenderlo come aperitivo nel corso della cena al ristorante Marennà, che si trova all’interno della struttura dell’azienda, mentre come abbinamento al pasto prevalentemente a base di pesce ho scelto (su consiglio del sommelier) il Cutizzi, Greco di Tufo DOCG, dal profumo intenso e persistente.
L’attenzione dell’azienda verso una degustazione ottimale si denota dai tanti calici di diverse forme disposti sui tavoli, pronti ad accogliere qualsiasi tipologia di vino richiesta dal cliente.
L’esperienza complessiva è stata eccellente! Oltre che dall’indubbia qualità dei vini, sono stata conquistata anche dalla cucina, guidata dallo chef siciliano Paolo Barrale. I sapori dei piatti erano freschi e ben definiti, e il servizio ineccepibile.
E poi il maître accompagnava ogni portata con un “Buon Assaggio”: proprio a me, vuoi mettere?
Il Menu Degustazione del ristorante ha un costo di 48 Euro.

Stuzzichino di benvenuto: polenta con baccalà mantecato, timballo di pasta, sorbetto di pomodoro
Millefoglie di patate, porcini, nocciole, erba cipollina e profumi
Baccalà con pappa al pomodoro e zuppa di mozzarella
Zite spezzate con patate, cozze e zafferano
Ravioli di astice con friggitelli, fior di latte e maggiorana
Tegamino di baccalà e funghi
Pre-dessert: Sorbetto di limone e menta
Cremino di cioccolato e castagne, con caramello allo Strega e crema gelata
Profumi d’autunno (ricotta, fichi e noci)
Post-dessert: Zabaione al vino dolce
Piccola pasticceria secca: Cantuccini, Meringhe con marmellata di limone, Gelatine mela e vaniglia, 
Nougatine cioccolato e mandorle


Feudi di San Gregorio - Ristorante Marennà
Località Cerza Grossa - Sorbo Serpico, Avellino
tel. 0825/986666
www.feudi.it
www.marenna.it
1 stella Michelin, assegnata nel 2009

mercoledì 9 novembre 2011

ALL'ASSAGGIO DI... AMSTERDAM


La città di Amsterdam deve la sua fama prevalentemente alle sua caratteristica conformazione e alle possibilità di divertimento che vi si trovano, di certo non alla sua cucina; pertanto, non sono tantissime le segnalazioni gastronomiche da fare relativamente alla capitale olandese.
Ad ogni modo, proverò a radunare qui le mie sperimentazioni culinarie nella terra dei mulini a vento.
Una peculiarità che ho trovato un po’ insolita e che vorrei segnalare è che in vari ristoranti della città ci sono menu diversi per il pranzo e per la cena; occorre controllare bene prima di ordinare.
Tra le esigue specialità olandesi c’è il Pannekoek (una sorta di pancake); è impiegato sia per preparazioni dolci che salate. L’ho mangiato tra l’altro lungo la strada del mercato dei fiori, presso la Old Dutch Pancake House 't Singeltje

Pannekoek con prosciutto e formaggio

Sempre nella stessa zona, si trovano diversi negozi di formaggi (De Kaaskelder, Henri Willig) dove è possibile fare degli assaggini.


Per il pranzo, in genere, per non interrompere il passeggio cittadino, ho optato per lo street food; è possibile scegliere tra chioschi di aringhe, luoghi di ristorazione veloce come ad esempio Wok to walk (una catena asiatica prevalentemente take away, dove è possibile comporre il proprio box scegliendo tra noodles, riso e tanti altri ingredienti), botteghini di patate fritte da asporto e persino distributori automatici di cibarie assortite!

Chiosco di aringhe
Wok to walk
Fast food a moneta

Per la cena, mi sono diretta verso il locale più votato dagli internauti su TripAdvisor al momento della mia partenza (luglio di quest’anno), la Brasserie Vlaming, nei pressi della casa di Anna Frank. Il misto di antipasti per due persone è stato servito su una elegante alzatina; ho assaggiato inoltre una quiche con formaggio di capra e fichi, ed infine come dessert ho ordinato la specialità del locale, la Sticky Toffee Pie. L'acqua corrente, come in quasi tutti i ristoranti della città, qui era gratuita; la birra invece è stata portata in bicchieri piccolissimi (da acqua, per intenderci) invece che in boccali (o pinte, o calici, o qualsiasi formato più idoneo)! E dire che Amsterdam è una città di bevitori… Strategia commerciale per far ordinare e pagare di più, o i boccali non sarebbero stati in linea con il tono stilistico della brasserie?

Antipasti per due persone
Quiche con formaggio di capra e fichi
Sticky Toffee Pie

A causa della mancanza di locali tipici, mi sono buttata anche sull’etnico e ho provato un ristorante Thai piuttosto noto (e affollato), il Bird. Le porzioni di pollo erano davvero enormi, e inoltre erano accompagnate da una grossa ciotola di riso bianco. Un pasto fin troppo abbondante.
Per merenda ho invece fatto tappa in una sala da tè stravagante, De Taart van M'n Tante. Un locale dall’arredamento molto originale, con le sedie e le tovaglie tutte diverse l'una dall'altra; sui tavoli, in bella mostra, a mo' di decorazione, delle coloratissime torte ricoperte da pasta di zucchero. Qui ho gustato una fetta di cheesecake davvero ottima.

De Taart van M'n Tante
De Taart van M'n Tante
De Taart van M'n Tante
De Taart van M'n Tante

I negozi di delicatessen ad Amsterdam in generale non mi sono sembrati particolarmente allettanti, neanche quelli raccomandati dalle recensioni trovate in giro tra riviste e web.
Sulla mia guida avevo letto del mercato biologico Noordermarkt, che avrei avuto piacere di visitare, ma sfortunatamente si tiene solo durante il weekend, mentre invece la mia permanenza in città ha avuto luogo nel corso della settimana.
Arriviamo infine ai souvenir golosi, argomento a me caro. Purtroppo la scelta è stata piuttosto limitata; ho acquistato una lattina di buon cacao Van Houten e un po’ di tipici biscotti Stroopwafels (cialde farcite con uno sciroppo tipo caramello). 


Non ho voluto correre il rischio di impuzzolentire la valigia con i formaggi olandesi! :-D
In conclusione, secondo la mia opinione Amsterdam non è una città particolarmente idonea per chi è alla ricerca della buona cucina; probabilmente offre più opportunità per chi preferisce cucina etnica, snack e sfiziosità varie. Ma questo, naturalmente, è solo il risultato della mia esperienza ;-)
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